MAPPANO – Tra non indifferenti difficoltà di carattere burocratico, normativo e finanziario, sta avviando la sua vita amministrativa il nuovo Comune di Mappano, istituito con una Legge regionale nel gennaio 2013 e oggetto di un confronto politico a tratti aspro.

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Il nuovo Ente locale amministraun territorio di quasi 10 Km quadrati con circa 7.300 residenti ed è nato dalloscorporoe dall’aggregazione di quattro porzioni dei Comuni di Borgaro, Caselle Torinese, Leinì e Settimo Torinese. Al momento l’amministrazione comunale non ha uffici né personale e la possibilità di redigere un bilancio per il 2017 è ancora in forse, così come non c’è ancora un piano regolatore che sostituisca gli strumenti urbanistici a suo tempo adottati da quattro Comuni che hanno ceduto porzioni di territorio.

Nel mese di giugno i mappanesi sono stati chiamati alle urne per la prima volta per eleggere il loro Sindaco e hanno scelto come primo cittadino Francesco Grassi, dirigente scolastico, già presidente del Comitato promotore dell’istituzione del nuovo Comune.

La questione della continuità nell’erogazione dei servizi comunali ai cittadini di Mappano non è di facile e rapida soluzione e per questo è stato istituito untavolo di concertazione presso la Città Metropolitana di Torino. Nella riunione di mercoledì 30 agosto, presieduta dal Vicesindaco metropolitano Marco Marocco (coadiuvato dal Direttore generale Giuseppe Formichella), si è discusso sull’opportunità e sulla necesstà di redigere una convenzione-quadro che regolerà nell’attuale fase transitoria i rapporti tra Mappano e i Comuni che hanno ceduto territorio e popolazione.

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La nuova amministrazione locale deve costruire ex novo la propria “macchina” burocratica e operativa, accertare le risorse finanziarie e umane di cui potrà disporre e definirne l’allocazione tra i vari servizi.

Il Vicesindaco Marocco ha assicurato che nel giro di una decina di giorni gli uffici competenti della Città Metropolitana predisporranno una bozza della convenzione, che riguarderà questioni delicate, come la gestione dei servizi tecnici comunali, dell’anagrafe e dello stato civile.

Si prevede che, in attesa di una soluzione definitiva, prosegua l’erogazione di tutti i servizi che i Comuni cedenti territorio possono decentrare a Mappano, per garantire la copertura dei costi e delle competenze obbligatorie del nuovo Comune.

In una seconda fase si affronterà il problema dell’eventuale trasferimento di dipendenti tra i quattro Comuni cedenti a Mappano, facendo però i conti con le carenze di personale a cui devono già oggi far fronte le amministrazioni di Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo Torinese.

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Nella fase transitoria dovrà inoltre essere garantita la legittimità degli atti amministrativi adottati dai funzionari delle quattro amministrazioni locali concernenti un territorio che non fa più parte dei Comuni in cui esercitano la loro funzione e che di conseguenza non sarebbe più di loro competenza.

Nella riunione del 30 agosto nella sede della Città metropolitana tutti i Comuni coinvolti nel processo si sono trovati concordi nel richiedere alla Regione Piemonte, alla Città Metropolitana e alla Prefettura di Torino un supporto, in termini di figure dirigenziali e professionali da mettere temporaneamente a disposizione per la creazione e l’avvio della nuova amministrazione. Il Vicesindaco metropolitano Marco Marocco ha assicurato che l’Ente di area vasta farà la sua parte, coinvolgendo alcuni dirigenti e funzionari.

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