TORINO – Sono passati due anni da quando un malore nel  cuore della notte si è portato via don Aldo Rabino, parroco salesiano e figura storica della società granata.

Il salesiano si trovava a Maen in Valle d’Aosta nella casa che aveva fondato con l’associazione O.A.S.I. , di cui lui stesso era stato promotore, per i giovani, per aiutarli a crescere insieme e all’insegna dello sport, quando si è accasciato a terra privo di vita. Don Aldo aveva solo 75 anni e aveva  ancora tante energie, un uomo di Dio impegnato in opere umanitarie in Brasile con l’associazione Oasi operazione Mato Grosso e padre spirituale per molti giocatori del Torino, dove ha lasciato un grande vuoto. Fino all’ultimo è stato assieme alla sua gente, ai veri valori anche quando l’infarto l’ha portato via lui stava lavorando con i suoi ragazzi che tanto amava, e che venerdì hanno ricordato il loro parroco, la loro guida spirituale presso la parrocchia San Giovanni Bosco, all’Istituto Agnelli in Via Paolo Sarpi 117 dove don Aldo insegnava.

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La Santa Messa in sua memoria è stata celebrata dall’amico e confratello da lunga data, don Gianni Cattaneo e concelebrata da don Luciano Gambino, Corrado Fassio, Albero Zanini e don Angelo che hanno ricordato la figura del sacerdote, l’ impegno a favore dei poveri, le missioni e l’amore x i bimbi “Un salesiano che praticava quotidianamente gli insegnamenti di don Bosco. Vivendo la sua esperienza in maniche di camicia, in mezzo agli altri, per gli altri. Insegnando agli altri a non mettere il proprio `io´ al centro del mondo” e ricordando soprattutto la vita spesa per i giovani: dai malati di lebbra del Mato Grosso agli adolescenti dell’oratorio di Borgo San Paolo, dai ragazzi del Laura Vicuna di Rivalta e Orbassano. I suoi “ragazzi”, come il don amava chiamare i volontari dell’Oasi hanno letto una toccante testimonianza “Ciao, don Aldo, questa chiesa, intitolata al tuo amico don Bosco, è certo il posto giusto per parlare con te, che ora abiti stabilmente nella casa di Dio. Malgrado la data, siamo in tanti stasera; qualcuno della parrocchia magari neppure ti ha conosciuto e ci ascolta con pazienza, ma lo sai che noi, i tuoi ragazzi, non avremmo mai mancato un appuntamento con te. Perciò, eccoci qui…  Forse non te ne sei accorto, perché Lassù vivi quell’eternità che ci è stata promessa, ma noi misuriamo ancora il tempo e son già passati due anni dall’ultimo saluto, l’ultima telefonata, l’ultima chiacchierata. Noi abbiamo contato i giorni, con grande fatica, ma anche con infinita riconoscenza, perché non sarà certo un caso se il buon Dio ci ha fatto il dono di incontrarti, conoscerti, condividerti e amarti. In questi settecento e più giorni abbiamo sperimentato lo scoraggiamento di chi non sa come fare, la stanchezza di un percorso che non arriva mai alla fine, la fatica di sentirci orfani di te. Ma, a ben guardare, sappiamo che c’eri. Tanti traguardi di bene sono stati raggiunti sicuramente con il tuo aiuto… Eri determinante quando eri uno di noi, figuriamoci ora che fai amici gli angeli! Soprattutto, sappi che ci siamo ancora, a camminare su quella strada del dono e del servizio che per te era poi l’unica, mentre per noi si intreccia con mille altri percorsi in cui non vogliamo perderci. È facile che, dal tuo punto di osservazione privilegiato, tu abbia visto qualcosa che non ti è piaciuto, qualche perdita di tempo, qualche pettegolezzo che avresti bastonato o qualche pigrizia che certo non avresti capito. Ma avrai visto anche tante buone intenzioni e intuizioni, qualche grande realizzazione e ancora molto amore, per i giovani, i poveri e la chiesa, come tu ci hai sempre insegnato. Non ti vediamo, e questo sai quanto ci fa star male. Ma ci hai insegnato tu a credere nel dopo, quando ci dicevi «la morte è stata rimandata a casa “a mani vuote”, perché il dopo ha una risposta in Cristo risorto». A Lui vogliamo credere ed a Lui ci affidiamo in questo faticoso viaggio senza di te. Saluta gli amici che abitano il Cielo, in particolare il nostro Icilio e il buon Alberto, che ricordiamo nel suo anniversario.

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 Tienici nel cuore e guidaci per mano. Come prima, per sempre. Con tutto il nostro bene”. Tra i volontari Oasi era presente Clay Beltrame promotore della serata svoltasi presso la Reggia di Venaria per raccogliere fondi per il progetto missionario Treino de Basquete che si è svolto tra luglio e agosto a Campo Grande e Paraiso do LesteMolti e numerosi anche i  messaggi giunti tramite social dalla Comunità del Sao Juliao e della Escola Franco Delpiano del Brasile.

 

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