VOLPIANO – Licenziamento collettivo dei dipendenti della Comital per cessata attività.

La Comital, di proprietà della francese Aedi insieme alla Lamalù di Volpiano, svolge attività di laminazione di alluminio per industria farmaceutica e alimentare presso l’unico sito produttivo di Volpiano, situato in via Brandizzo.

Solo venerdì scorso, in Regione, si era svolto un incontro tra sindacati, l’azienda e le istituzioni locali. Nonostante ciò, l’azienda ha deciso di procedere con i licenziamenti collettivi e con la conseguente cessione di attività.

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Nello stabilimento di Volpiano operano complessivamente 138 dipendenti. I motivi sui quali fonda la decisione della Società di cessare l’attività produttiva e conseguentemente procedere al licenziamento collettivo di tutti i dipendenti impiegati, sono ben spiegate dall’azienda stessa, tramite una lettera inviata dall’Unione Industriale Torino per contro dell’azienda, alla Regione Piemonte: “l’Azienda versa ormai da tempo in una difficile situazione sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario. In particolare si evidenzia che, negli esercizi 2015 e 2016 la società ha chiuso il bilancio con rilevanti perdite di esercizio. A fronte di tali perdite la proprietà ha più volte rifinanziato la società per far fronte alla difficile situazione economico/finanziaria, nella prospettiva di avviare un piano industriale di rilancio delle attività. Nonostante gli sforzi profusi per ricercare una soluzione per il rilancio aziendale, costituiti da investimenti economici posti in essere per acquisto di macchinari supplementari e assunzione di nuove risorse professionali, i dati intermedi dell’esercizio in corso, relativi ai primi sei mesi dell’anno, denotano un aggravamento della perdita, con nessuna previsione di inversione di tendenza per quanto attiene al futuro. Il prosieguo dell’attività, determinerebbe un aggravamento della situazione economico/finanziaria, tale da ripercuotersi sulla consistenza del patrimonio della società, con conseguente erosione dello stesso e pregiudizio per i creditori. Peraltro il Consiglio di Amministrazione ha vagliato, già nel corso degli anni 2015/2016 ogni possibile soluzione industriale volta al rilancio dell’Azienda. Purtroppo le iniziative intraprese non hanno avuto il successo sperato, non riuscendo ad evitare l’aggravamento della situazione complessiva nei termini indicati.

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Considerato quanto precede la Società ha assunto la decisione di cessare l’attività dell’Azienda con conseguente licenziamento di tutto il personale dipendente, avviando le conseguenti formalità. La gravità della attuale situazione non consente l’adozione di misure idonee a porre rimedio ed evitare, neppure in parte, la cessazione dell’attività ed il conseguente licenziamento collettivo di tutto il personale dipendente. Infatti non si ritiene che sussistano i presupposti per il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria, né per riorganizzazione in quanto non sussistono le condizioni per gli indispensabili investimenti, né per crisi in quanto l’attuale situazione non consente di prevedere l’implementazione di un piano di risanamento propedeutico alla ripresa. Per quanto attiene ai contratti di solidarietà, l’azienda ritiene che l’ipotesi non sia percorribile in quanto la parziale riduzione dell’attività, presupposto indispensabile per l’utilizzo di detto strumento, non migliorerebbe la situazione, ma anzi rischierebbe di aggravarla ulteriormente.”

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Federico Bellono, Segretario generale della Fiom CGIl di Torino e Ugo Bolognesi, responsabile della Comital per la Fiom di Torino, dichiarano:

“È inaccettabile che siano licenziati tutti i lavoratori da parte di una azienda che ha prodotti e mercato, facendo così pagare a chi lavora l’incapacità di chi ha gestito l’impresa in questi anni. Abbiamo già chiesto l’intervento della Regione Piemonte e delle istituzioni locali e sosterremo tutte le iniziative utili ad impedire la distruzione dei posti di lavoro, delle competenze professionali e della capacità produttiva in un territorio che ha già pagato duramente la crisi in questi anni”

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