giovedì 21 Gennaio 2021

TORINO – Catturato a Barcellona latitante che aveva assassinato l’orafo Patrizio Piatti

TORINO – Nella serata di ieri, a Barcellona, personale dell’UCO della Guardia Civil spagnola, in collaborazione con quello del ROS, ha rintracciato e tratto in arresto NERBO Junior Giuseppe, 30enne torinese, colpito da mandato di arresto europeo per la rapina e l’omicidio commessi in danno di Patrizio PIATTI, l’orafo assassinato nel corso di una rapina il 9 giugno 2015 a Monteu Roero (CN).

Insieme a lui è stata tratta in arresto in relazione ai documenti falsi con cui celava la propria identità anche una 29enne, torinese, compagna del latitante.

NERBO si era sottratto alla cattura il 24 novembre scorso, quando erano state eseguite le misure cautelari emesse dal G.I.P. di Asti in relazione al grave fatto di sangue anche nei confronti di altre 4 persone. Infatti lo stesso, già sfuggito pochi giorni prima dall’esecuzione di altra misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria di Foggia per un traffico d’auto rubate, quel giorno aveva varcato il confine con la Francia insieme alla 29enne a bordo dell’auto di quest’ultima e facendosi precedere, in funzione di staffetta, da S.F., 34enne, torinese, che guidava l’autovettura normalmente in uso a NERBO.

In effetti l’espediente aveva funzionato, in quanto il dispositivo complessivamente predisposto per catturare NERBO nel caso avesse valicato il confine italo-francese aveva consentito di fermare l’auto di NERBO condotta da SCIELZO Francesco, poi tratto in arresto nella flagranza del reato di favoreggiamento personale ma non anche l’auto a bordo della quale viaggiava la coppia

Da quel momento le ricerche sono proseguite senza sosta in Francia ed in Spagna, in collaborazione rispettivamente con la Gendarmerie e la Guardia Civil e grazie al contributo di Eurojust, proprio sfruttando il circuito relazionale della donna è stato possibile, alla fine, pervenire alla cattura del pericoloso latitante all’interno di una clinica odontoiatrica ove si apprestava a sottoporsi ad un intervento chirurgico.

I due si erano creati identità di copertura sfruttando documenti svizzeri falsificati, riuscendo così a sviare gli ordinari controlli di polizia ed a soddisfare alle quotidiane esigenze di sostentamento senza lasciare tracce a loro riconducibili.

Per quanto riguarda il mandato di arresto da cui NERBO era inseguito, come si ricorderà il provvedimento scaturisce dalle indagini sull’omicidio di PIATTI, che nel giugno di due anni fa era stato attinto da un colpo d’arma da fuoco alla testa da distanza ravvicinata, durante un tentativo di rapina all’ingresso della propria abitazione.

Le complesse ed articolate indagini condotte dal ROS Carabinieri e dalla Compagnia CC Bra e coordinate dalla Procura della Repubblica di Asti avevano poi accertato come PIATTI Patrizio, titolare di un piccolo laboratorio orafo a Torino, fosse anche un importante ricettatore di gioielli ed orologi di valore, tanto da nascondere, all’interno della propria abitazione, contanti, gioielli ed oro per un valore complessivo di 1.500.000 euro, poi nel frattempo confiscati dal Tribunale di Torino all’esito di un parallelo procedimento di prevenzione.

Proprio il tesoro clandestino di PIATTI Patrizio è ritenuto alla base del movente del delitto: una rapina a mano armata, eseguita da persone che, oltre ad essere a conoscenza dell’esistenza del “tesoro”, conoscevano le abitudini della vittima ed erano consapevoli che la rapina, proprio per la natura illecita degli averi, non sarebbe stata denunciata da PIATTI. Infatti, come emerso nel corso dei più recenti accertamenti istruttori, PIATTI era stato già vittima di analoga rapina un paio di mesi prima dell’omicidio, senza averla denunciata.

Anche alla luce degli incidenti probatori esperiti innanzi al GIP e alla presenza di tutte le parti, i fatti possono essere così sintetizzati. I coniugi ERBINO Giancarlo e TESTA Anna, in gravi difficoltà economiche, con debiti contratti anche con PIATTI Patrizio ed il duo SFRECOLA Emanuele e NERBO Junior Giuseppe, ritenendo di poter risolvere la propria situazione debitoria, magari estinguendo il debito nei confronti dei predetti, hanno ceduto loro le informazioni sulle possibilità economiche, a loro ben note e sulle abitudini di vita dell’orafo.

NERBO Junior Giuseppe e SFRECOLA Emanuele, il primo in quel periodo sottoposto a detenzione domiciliare ed il secondo conosciuto da PIATTI Patrizio, operando nel medesimo ambiente di ricettatori di orologi di valore e monili, ottenute le informazioni, hanno commissionato il “facile” colpo a MESSINA Salvatore, rapinatore catanese che in quel periodo aveva in corso attività altre attività illecite con NERBO Junior Giuseppe.

MESSINA ha poi coinvolto DESI Francesco, suo concittadino, che in quel periodo “operava” con lui tra la Lombardia e la Sicilia.

Nei giorni precedenti alla rapina, MESSINA Salvatore e DESI Francesco, utilizzando l’autovettura presa a noleggio da DESI Francesco a Catania, hanno raggiunto Torino ed hanno incontrato NERBO Junior Giuseppe e SFRECOLA Emanuele, con i quali hanno pianificato l’azione predatoria.

Nei giorni 7 e 8 giugno 2015, MESSINA Salvatore, DESI Francesco e SFRECOLA Emanuele hanno studiato minuziosamente le abitudini di vita dell’orafo, mantenendo costanti rapporti con ERBINO Giancarlo e con NERBO Junior Giuseppe.

Il 9 giugno 2015, l’azione che ha portato all’omicidio di PIATTI Patrizio è stata eseguita da MESSINA Salvatore, DESI Francesco e SFRECOLA Emanuele, giunti a Monteu Roero (CN) a bordo dell’autovettura Toyota Yaris di colore bianco presa in precedenza a noleggio. MESSINA Salvatore e DESI Francesco hanno materialmente avuto acceso all’abitazione della vittima, aggredendo i coniugi PIATTI/GIOTTO ed ingaggiando una colluttazione con l’orafo, nel corso della quale DESI Francesco ha esploso il colpo mortale. Ad attenderli fuori c’era SFRECOLA Emanuele a bordo della Yaris.

Leggi anche...