CANAVESE – Presentato ieri mattina in conferenza stampa, al Bioindustry Park di Colleretto Giacosa, il Piano di Sviluppo del Canavese.

Più che il piano stesso, è stato presentato il “metodo” sviluppato dopo più di un anno di lavoro silenzioso effettuato dalle parti economica/sociale e politica/amministrativa, unite in questo percorso sinergico, con l’obiettivo di lasciare per il futuro un “metodo programmatico

Il Piano di Sviluppo del Canavese poggiato su cinque assi tematici: Industria e attività produttive, Infrastrutture e trasporti, Formazione e istruzione, Turismo cultura e sport, Sanità e welfare.

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Il percorso compiuto dalla parte economica e sociale insieme alla parte politica ed amministrativa, è partito dall’ascolto del territorio, individuando il “capitale umano” come base di tutte le progettualità, unitamente a due fattori abilitanti considerati prerequisiti di base per tutti e cinque gli assi tematici accennati sopra: la semplificazione burocratica e lo sviluppo digitale.

Questa azione partecipata ha consentito di mappare in modo allargato le più importanti esigenze territoriali ed ha portato ad una sintesi di priorità che sono state “catalogate” rendendole vere e proprie schede progettuali: in totale sono stati raccolti 113 progetti così suddivisi: 30 per industria e attivita’ produttive; 32 per infrastrutture e trasporti, 21 per formazione e istruzione, 25 per turismo cultura e sport e 5 per sanità e welfare.

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Sei tavoli di lavoro identificati in Industria e attività produttive; Infrastrutture e trasporti; Formazione e istruzione; Turismo cultura e sport; Sanità e Welfare; Organizzazione avranno il compito, coadiuvati da un ente terzo individuato in Centro Studio Sintesi di Mestre, di valutare le schede progettuali elaborate durante la fase preparatoria e di rendere realizzabili i progetti che risulteranno essere prioritari per il territorio.

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Ora, a cadenza di circa due mesi, si riuniranno i tavoli con i vari attori che hanno partecipato, e analizzeranno i progetti creando una scala gerarchica nel senso delle priorità e ne analizzeranno le fonti di finanziamento procedendo con la realizzazione. Tempo un anno. I progetti potranno essere finanziati da varie forme di finanziamento (regionale, europeo, crowdfunding….) o da privati. L’azienda terza, Centro Studio Sintesi di Mestre, che avrà il compito di monitorare e individuare le fonti di finanziamento, costerà 12mila euro e verrà saldata da un altro soggetto esterno, non ancora reso noto, ma con ogni probabilità una fondazione.

I progetti non sono di interesse del singolo, ma di un intero territorio (come richiesto dalle linee guida): «Uniti possiamo farcela.» Come hanno sottolineato i referenti per le due parti: Fabrizio Gea (parte economica e sociale) e Francesca Bonomo (parte politica e amministrativa).

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