TORINO – Fra le doti da mettere in campo nell’essere un poliziotto, vi è senza dubbio la sensibilità.

E’ la dote dimostrata da una pattuglia di agenti di Volante del Commissariato Barriera di Milano che ha permesso di risolvere velocemente una vicenda dalle connotazioni delicate: la persona offesa, un imprenditore del torinese.

L’uomo, conosciuto dagli agenti poiché già visto precedentemente negli uffici del Commissariato per altri motivi, viene notato 2 giorni fa camminare innanzi alla struttura di via Botticelli in stato di forte agitazione, spaventato ed intimorito. Gli operatori di polizia percepiscono che qualcosa non va ed intavolano con lui un dialogo volto a comprendere la motivazione di tale turbamento. L’uomo, a quel punto, si confida, raccontando quanto gli sta capitando e si reca in Commissariato per denunciare il fatto.

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Negli uffici di Polizia emerge quanto accaduto nell’ultimo mese: l’imprenditore, a seguito di un periodo di difficoltà vissuto dalla propria azienda, viene contattato da un conoscente, che gli offre aiuto per mezzo del padre, un cittadino italiano di 70 anni con una buona disponibilità di liquidi.

La vittima, dopo alcuni incontri con il padre del conoscente, cede all’offerta di ricevere in prestito da questi la somma di 9000 euro, necessari a fronteggiare i debiti più imminenti. Nello specifico, si impegna, a garanzia del debito, a versare alla controparte 3 assegni, ciascuno di importo di 3000 euro, e acconsente anche alla consegna delle seconde chiavi del suv di famiglia.

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Successivamente a tale trattativa, il settantenne consegna all’imprenditore 4600 euro in contanti in cambio dei 2 assegni da 3000 euro, post datati, precedentemente ricevuti; la evidente discrepanza tra le due somme, 1400 euro, ammonta a circa un quarto della cifra ricevuta in prestito.

In tale circostanza, la vittima viene più volte minacciata in merito alla puntualità dei pagamenti ancora da effettuare, al fine di non incorrere in “spiacevoli episodi”.

L’incontro con gli agenti della Volante avviene proprio poche ore prima dell’ultimo appuntamento fra le parti, per il terzo scambio assegno/denaro in contante.

Gli agenti del Commissariato Barriera Milano approntano allora un servizio di appostamento e di pedinamento nei pressi della filiale bancaria telefonicamente indicata dall’usuraio al denunciante, ubicata in Corso Belgio.

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Gli operatori assistano all’incontro fra le parti ed al successivo scambio dei 3000 euro, posti dentro una busta; pertanto, intervengono e fermano il settantenne. A suo carico, viene sequestrata la busta contenente il denaro e la seconda chiave del suv della vittima ed infine uno degli assegni da 3000 euro precedentemente ricevuto dall’imprenditore.

La perquisizione domiciliare dell’alloggio ove l’uomo vive ha consentito il rinvenimento della somma di 35.000 euro in contanti, nonché di numerosi assegni bancari di vari importi, alcuni privi di beneficiario e data, altri intestati a suo nome, nonché di un’agenda riportante le entrate/uscite di denaro ed anche i tassi d’interessi praticati nei confronti delle vittime, che si attestano sull’ordine del 20/25 per cento mensile.

L’uomo, che ha precedenti specifici, è stato tratto in arresto per usura e, in considerazione dell’età, posto agli arresti domiciliari.

Sono in corso ulteriori accertamenti da parte degli investigatori, rivolti all’individuazione di ulteriori persone coinvolte nel reato.

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