di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print (www.youcanprint.it)

A Roma, si è appena firmato il “Patto per la lettura”, un documento di intesa tra il Ministero dei beni culturali e le più importanti Televisioni nazionali.

Il documento si propone l’ obiettivo di “contribuire a rendere la pratica della lettura un’ abitudine sociale diffusa e riconosciuta. Avvicinare alla lettura i non lettori, i lettori deboli e in particolare le famiglie in cui si registra un basso livello di consumi culturali, i bambini e i nuovi cittadini. Allargare la base sei lettori abituali e consolidare le abitudini di lettura. Presentare il libro come un oggetto della quotidianità, attraverso la sua presenza all’ interno di prodotti televisivi anche di largo consumo.” Questi, in sintesi, i punti salienti del patto che il Ministro Dario Franceschini ha illustrato aggiungendo, nel suo intervento alcune considerazioni sui lettori italiani.

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Il Ministro ha ricordato quanto le Televisioni possano fare per recuperare il terreno perduto. Ancora ha ricordato quanto l’ Italia rappresenti una situazione anomala, ribadendo la necessità di reagire poiché é la nazione che legge meno di tutti gli altri paesi europei. Ancora, il Ministro ha parlato di alcuni accordi con il Centro per la lettura e il Miur, un altro accordo con il Ministero della salute, accordo siglato con il nome di ” Nati per leggere”. Molto importante è la lettura ad alta voce, ha sottolineato ancora Dario Franceschini, rivolgendo anche alcune critiche a quanti sono soliti compiere più azioni contemporaneamente, dal sentire la musica, allo scrivere al computer, al leggere un libro, tutto contemporaneamente e con grande velocità. Questo punto, a proposito dei giovani impegnati in più azioni contemporanee, come non convince il Ministro dei beni Culturali, non ha mai nemmeno convinto me. Comunque tutti gli interventi anche dei Presidenti e Direttori Tv, hanno ricordato la necessità di coinvolgere anche le nuove generazioni nella lettura. Anche se, è stato sottolineato che tra i più giovani, vi è un interesse e un desiderio di leggere molto più del passato. Leggere un libro lascia un’ emozione che nessuna altra cosa può lasciare.

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Un’ altra considerazione del Ministro che condivido é che, per apprezzare un libro e quindi leggerlo, bisogna avere una certa sensibilità per la musica, per le visite nei Musei, per i viaggi, per la scoperta di cose nuove. Considerazione interessante perché davvero, ritengo io che, se una mente non é attratta dal sapere, dal conoscere fatti, racconti, suoni e tutto quanto l’ arricchisce culturalmente e spiritualmente, resterà una mente vuota.

E meno male, come ha ricordato il Ministro che sta riprendendo un certo desiderio di leggere. “Ma la sfida é arrivare a chi non legge” Questa ultima sfida lanciata dal Ministro, ha trovato tutti i presenti d’ accordo. Beh, del resto, aggiungo io, in un paese dove si legge, si è mentalmente più aperti a tutto.

 

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