RIVAROLO CANAVESE / RIVARA – A meno di due settimane dal voto che decreterà le sorti di RivaBanca, previsto domenica 7 maggio alle ore 10 presso la Sala conferenze via Montenero a Rivarolo Canavese, le domande emerse in occasione della prima uscita ufficiale del Comitato Promotore per la Continuità dell’istituto di credito cooperativo (avvenuta il 20 aprile scorso) sono ancora aperte.

Portavoce del Comitato per la Continuità di Rivabanca è il suo Presidente, l’ Avvocato Armando Francia, scelto appositamente per ragioni di oggettività e capace di indirizzare le prossime iniziative per la continuità di RivaBanca in un modo legalmente giusto e rispettoso dei vincoli di legge bancari. Insieme al gruppo di imprenditori, soci e cittadini comuni che hanno aderito al Comitato l’intento è quello di evidenziare i buoni propositi di crescita che RivaBanca ha, tutelare e valorizzare il lavoro svolto negli ultimi sette anni a sostegno di un importante progetto canavesano e di ricaduta, economica ma anche sociale che sul territorio potrebbe avere.

Oltre al malcontento iniziale, dovuto al fatto che il progetto di fusione non è stato comunicato ai soci per oltre sei mesi, ci si chiede come mai a fronte di un bilancio 2016 che ha presentato una considerevole crescita sia di reddito sia di masse amministrate, si sia deciso di interrompere prematuramente il piano industriale impostato su base triennale che nel 2018 avrebbe consentito un’analisi oggettiva e concreta dei risultati e delle reali prospettive.

Ci si interroga poi sulle reali motivazioni che hanno avviato il progetto di fusione a metà del 2016 a fronte anche del parere espresso dall’unico organo competente: la Banca d’Italia che si è espressa parlando di “fragilità dovuta al recente avvio dell’attività bancaria” e che, in casi simili, suggerisce di non procedere alla richiesta di fusione se non con l’unanimità dei voti, cosa che come è ormai noto non è avvenuta.

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Un’altra anomalia è che alle intenzioni espresse dell’attuale consiglio di amministrazione di RivaBanca, inderogabilmente rivolte alla fusione, sono stati altresì attivati nuovi contratti di consulenza sottoscritti nel 2017 così come sono stati avvallati alcuni aumenti di stipendio agli attuali dipendenti.

Il Comitato per la continuità di RivaBanca rende noto a tutti i soci che in vista dell’assemblea in programma domenica 7 maggio, chi non potrà partecipare ed esprimere il proprio dissenso alla fusione, avrà la possibilità di dare la propria delega in Banca ogni giorno a Rivarolo e il mercoledì anche a Rivara, individuando una persona delegata che garantisca una leale rappresentanza in Assemblea.

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Auspicando nella Continuità di RivaBanca, questi i primi provvedimenti che il Comitato ha intenzione di sottoporre all’attenzione dei Soci, pur consci della sfida e delle difficoltà:

  • una nuova governance territoriale fedele al progetto originale e la partecipazione allo   sviluppo della compagine sociale portando il numero dei soci da 1650 a 2.500 entro il 30 giugno 2018.
  • finanziamenti attraverso il microcredito, convenzione attiva con la Regione Piemonte per l’avvio delle nuove imprese formate da donne e giovani,
  • finanziamenti con fondi antiusura (attività avviata nel 2016),
  • stage curriculari per studenti scuole superiori e università (avviati nel 2015)
  • collaborazione con le Scuole Superiori nel progetto di alternanza scuola-lavoro (giornate formative effettuate al liceo Aldo Moro)
  • gratuità e azzeramento dei bolli per i conti in capo alle imprese no-profit (avviata nel 2015)
  • servizi di tesoreria agli enti del territorio (avvio fine 2016)

Il Comitato “No Fusione organizza un incontro con TUTTI i soci alle Serre del Comune di Rivara martedì 2 maggio alle ore 20, 30.

Per saperne di più: www.comitatocontinuitarivabanca.it

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