TORINO – Cinque persone sono state arrestate il 27 ottobre 2015 dal Nucleo di Polizia Tributaria Torino, per presunte operazioni finanziarie tese a truffare imprenditori e banche.

L’Avvocato difensore di uno dei cinque, Francesco Carosiello, ha, per conto del suo cliente avanzato una denuncia querela alla Procura della Repubblica.

Ecco la nota ricevuta dall’Avvocato Giuseppina Iaria, in merito, che pubblichiamo integralmente:

“L’arresto è avvenuto sulla base di intercettazioni che risultano registrate su server, ma nel processo esiste solo copia non forense di dischetti in copia PG (riscrivibili ) e non AG (unica che potrebbe dirsi forense, dischetti che sono contenuti in buste aperte e senza sigilli. Sono stati consegnati al perito del tribunale come risulta dal verbale di inizio operazioni peritali firmato dal perito del Tribunale di Milano della prima sezione collegiale penale e dal consulente Della difesa del Carosiello.

Inoltre, il contenuto è difforme da quello originario; i dischetti contenenti le registrazioni del Carosiello dovevano essere sei, invece, nelle buste aperte prive di sigillo ve ne sono solo 4 (in più i dischetti sono riscrivibili e, quindi, modificabili ). Quindi, le buste erano aperte, non vi erano sigilli, i dischetti sono modificabili riscrivibili.”

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“Inoltre, – si legge – negli atti di indagine è stato trovato dalla difesa del Carosiello verbale di apertura sigilli in cui si dava atto dell’apertura dei sigilli e delle buste e del contenuto consistente in 6 DVD per utenza in uso a Carosiello Francesco. Tale verbale è importante non solo perché attesta una apertura illegittima dei plichi in violazione degli art 267 e SS CPP ma perché attesta che le buste erano con sigilli (ora sono state consegnate al perito senza sigilli e aperte ….) ed inoltre è importante perché indica ed attesta che i dischetti delle registrazioni dell’utenza in uso a Carosiello erano 6 e non 4 (ora ne troviamo solo 4).

Questi – prosegue l’Avvocato Iaria – sono tutti dati che portano a non rendere valida la prova e gli arresti sono stati effettuati su fonte di prova che non corrisponde alla originaria acquisizione.”

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E prosegue: “Il Carosiello ha proposto denuncia querela presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Milano ma la denuncia è stata assegnata allo stesso Pm che ha condotto le indagini e che ha utilizzato i dischetti per chiedere gli arresti, allo stesso Pm che ha chiesto la trascrizione nonostante l’apertura delle buste e quanto sopra detto. Il Carosiello – conclude l’Avvocato Giuseppina Iaria – è stato allora costretto a proporre denuncia querela presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Brescia presentando il tutto ed ha richiesto, ex art 53 CPP, al procuratore Capo presso il Tribunale di Milano la sostituzione del Pm perché non si era astenuto dall’assumere l’incarico per la denuncia del Carosiello nonostante l’esistenza di ragioni che gli imponevano di farlo e perché aveva qualificato tale denuncia come modello 45 come cioè non notizia di reato.”

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