RIVAROLO CANAVESE – Incontro ieri tra i Sindaci del Canavese Occidentale con il Prefetto della Provincia di Torino, Renato Saccone, presso la sala consiliare di Palazzo Lomellini, intervenuto su invito del Sindaco Alberto Rostagno.

Oltre a lui presenti il Colonnello Emanuele De Santis, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri e i capitani Domenico Guerra (Compagnia di Ivrea) e Giacomo Moschella (Compagnia di Venaria).

Due le questioni all’ordine del giorno: i migranti e l’ordine pubblico.

Ad introdurre i lavori, dopo i saluti ufficiali, Donatella Giunti dell’Ufficio Territoriale di Governo Prefettura di Torino con l’aiuto di alcune slide, la quale ha sottolineato che negli ultimi tre anni l’Italia ha avuto un aumento inferiore al 30%, diventando però non più soltanto un Paese di transito ma “d’asilo”. E poi qualche numero: nei primi tre mesi del 2017 gli sbarchi sono stati 36.703. Nel 2016 sono giunte in Italia 123.600 domande di Protezione Internazionale, con un aumento di minori non accompagnati.

Dal 2014 si è creata un’intesa tra Governo, Regioni e Enti per gestire l’accoglienza in modo integrato passando dai Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) al  Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), e cercando di uniformare il più possibile i due sistemi.

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I primi comuni ad aderire alla rete Sprar, circa una quindicina di anni fa, sono stati Torino, Ivrea e Chiesanuova, seguiti negli ultimi anni da altri Comuni.

Il vantaggio dello Sprar è che è l’ente a decidere quante persone accogliere e a gestire l’intera questione. Però ci vuole il “coraggio”, da parte dell’Amministrazione, di “metterci la faccia”.

Come ha sottolineato il vice Sindaco Edoardo Gaetano, sollevando la questione: «Per ora stiamo subendo quello che le Cooperative Sociali che partecipano al bando Sprar, decidono; l’adesione allo Sprar ci permetterebbe un controllo e non di subire passivamente. Riuscire a gestire le cose invece che subirle. Però bisogna avere il coraggio di dire al cittadino “sono io che decido” e non “me li hanno mandati”.»

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Il Sindaco di San Ponso, Ornella Moretto, ha parlato come Presidente del Consorzio Ciss 38: «Non siamo stati inattivi, abbiamo fatto incontri per cercare di risolvere questo problema. Nei paesi piccoli – difficoltà che poco prima avevano sollevato il sindaco di Locana, Giovanni Bruno Mattiet e il Sindaco di Frassinetto, Marco Bonatto Marchello – è difficile offrire loro integrazione: poche associazioni, abitanti anziani. Certo che avremmo bisogno di ragazzi in questi paesi ma non abbiamo la possibilità di farli integrare. Ci vorrebbero almeno più trasporti in modo da far rivivere i nostri paesi per poter offrire integrazione. Abbiamo fatto incontri con le Cooperative e ci sono quelle che li trattano degnamente e altre che li considerano numeri, un reddito e basta. Non possiamo farli tagliare l’erba tutto giorno, dobbiamo dare accoglienza, che sia davvero integrazione e non un parcheggio.»

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«Dobbiamo renderci conto della questione al di là dell’ordine pubblico. – Ha aggiunto Francesca Cargnello, Sindaco di Borgiallo – Cosa succede dopo lo Sprar? Dove li mandiamo a lavorare?  Un altro fattore è la burocrazia che ci massacra, invece di facilitarci, per poter aderire allo Sprar.»

«Se tutti i comuni della provincia di Torino accogliesse in un altro modo, la zona omogenea del Canavese Occidentale ne avrebbe pochissimi – ha replicato il Prefetto Saccone – L’idea era un’accoglienza più a tappeto per avere un minor impatto. A Rivarolo e a Castellamonte sono troppi, ma non possiamo ridurre il numero se non c’è una partecipazione diffusa degli altri comuni. La mia proposta è, senza attendere di aderire allo Ssprar, ragionare su un percorso di autodeterminazione. Stabilito in accordo un numero di migranti, che non può essere basso, stilare un protocollo che consenta di partire dal  2018. Ma questo se almeno i 36 Comuni del Ciss 38 si impegnasse a farlo. L’immigrazione, oltre ad essere un obbligo giuridico, è un fenomeno che non dipende dal Prefetto di Torino e in parte dai Governi Nazionali. Proviamo a fare questo pezzo di strada assieme. Credo che un percorso si possa fare.»

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Successivamente si è passati a parlare dell’ordine pubblico e della sicurezza. Pur ringraziando i Carabinieri per il gran lavoro che svolgono, i Sindaci hanno fatto presente non soltanto i furti nelle case, ma anche le truffe in aumento, sempre più elaborate e raffinate.

A rispondere il Colonnello De Santis: «Questo è un territorio con un’alta qualità di vita e di sicurezza, ma in termini soggettivi i reati sono sempre troppi. La truffa non è facile da attaccare perchè mette in gioco diversi controlli da effettuare, visto che utilizzano telefoni, cellulari, web e poi di persona. Si presentano in un bel modo, ben vestiti e riescono a mascherare bene. Arrivano con una scusa, si fanno consegnare i gioielli e il denaro. Qualcuno è riuscito a capirlo e allora si è trasformata in una piccola rapina.»

Purtroppo anche i militari dell’Arma, nelle varie stazioni e compagnie, sono in pochi per riuscire a battere il territorio in maniera capillare. Ma il loro resta un servizio al cittadino indispensabile e fatto sempre con il maggior impegno possibile.

«Stiamo riuscendo a sventare parecchie truffe – ha concluso il Colonnello – e stiamo cercando di migliorare la qualità del nostro servizio.»

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