mercoledì 14 Aprile 2021

PIEMONTE – Alta tensione in carcere ad Asti e Vercelli

La protesta dei Poliziotti Penitenziari del Sappe

PIEMONTE – Un agente di Polizia Penitenziaria aggredito nel carcere di Asti, altri minacciati dalle intemperanze di un altro ristretto a Vercelli. Sono gli ultimi due episodi critici accaduti nelle ultime ore in Piemonte.

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“La situazione resta ad alta tensione”, denuncia Vicente Santilli,. segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “In poche ore abbiamo contato tensioni nelle carceri di Asti e Vercelli, La situazione è molto critica: mi sembra evidente che c’è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere tutelando gli Agenti di Polizia Penitenziaria che vi prestano servizio. Non si può continuare cosi. Gli eventi critici sono all’ordine nel giorno. I detenuti si sentono padroni del carcere, perché ai loro atti di violenza ed insubordinazione non seguono adeguamenti provvedimenti da parte delle Direzioni. Basta! Il SAPPE sta valutando di proclamare lo stato di agitazione del Personale di Polizia Penitenziaria in Regione”.

Sostegno alla protesta del SAPPE del Piemonte da parte del Segretario Generale Donato Capece: “Quel che accade ogni giorno nelle carceri piemontesi è sintomatico di ingovernabilità e disorganizzazione. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno , ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti …”.

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