domenica 18 Aprile 2021

SAN GIORGIO CANAVESE – Celebrato l’anniversario della morte dei “caduti Verna” (FOTO E VIDEO)

Entrambi vittime della stessa sorte seppure a tanti anni di distanza l’uno dall’altro, sorte che ha coinvolto l’arma dei Paracadutisti, dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare.

SAN GIORGIO CANAVESE – Questa mattina, al cimitero di San Giorgio Canavese, si è tenuta l’annuale commemorazione a cura dell’Associazione Paracadutisti del Canavese, in occasione delle celebrazioni del 75° anniversario dalla morte del Tenente Paracadutista Guido Verna, Istruttore di paracadutismo alla Scuola Militare di Tarquinia e il 40° anniversario dalla morte di suo nipote Guardiamarina Guido Verna dell’Accademia Navale di Livorno.

Entrambi vittime della stessa sorte seppure a tanti anni di distanza l’uno dall’altro, sorte che ha coinvolto l’arma dei Paracadutisti, dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare.

Alla commemorazione, oltre alla famiglia Verna, hanno partecipato, come di consueto, anche l’Associazione Marinai d’Italia e l’Associazione Arma Aeronautica, il Sindaco e il vice Sindaco.

Dopo la lettura delle preghiere dei Paracadutisti, dei Marinai e dell’Aviazione, la deposizione della corona di alloro e la benedizione del diacono Giorgio Masseria, che ha rimarcato che «dobbiamo ricordare che non ci possono essere “vuoti di Dio”, Dio è sempre con noi», ha preso la parola il nipote e fratello dei caduti, Alfredo Verna, che dopo aver raccontato brevemente l’accaduto, ha affermato: «La vita è breve, l’importante è la traccia che lasciamo. E mio fratello e mio zio una traccia l’hanno lasciata, a dimostrarlo gli amici di mio fratello qui oggi.»
[su_slider source=”media: 99248″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

Pietro Borghesio, presidente dell’Associazione Paracadutisti del Canavese (sodalizio che di recente ha lasciato Rivarolo per prendere sede a Cuorgnè, dove l’Amministrazione Comunale ha offerto loro la possibilità di usufruire dei locali in via Asilo), ha sottolineato l’importanza di commemorare per non dimenticare il valore dei Verna, che «Come ha detto Alfredo Verna, non sono eroi, sono persone che hanno vissuto seguendo ciò che era giusto come fa ognuno di noi ogni giorno.»
[su_slider source=”media: 100996,100993,100995″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

La storia:

Allievo Ufficiale della Marina Guido Verna

Giovedì 3 marzo1977, alle ore 15.05, decollò dall’aeroporto Pisa San Giusto il C-130H Hercules nominativo radio Vega 10. Il velivolo trasportava 38 allievi della prima classe dei corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, a bordo per una attività di ambientamento al volo, un ufficiale accompagnatore e 5 membri d’equipaggio. Dopo circa 5 minuti dal decollo, alle 15.10, il grosso aereo impattò sulle pendici del Monte Serra, nel territorio di Calci, dopo aver effettuato, per motivi non accertati, una virata a sinistra che lo portava ad imboccare la vallata del Serra, rivelatasi fatale in condizioni di volo a bassa quota e scarsa visibilità, quali erano quelle del momento.

All’incidente non sopravvisse nessuna delle persone a bordo

Nel settembre 2012 è stata ritrovata parte del carrello da un cercatore di funghi nei boschi di Calci.

Tenente Istruttore Paracadutista Guido Verna

Il 16 marzo 1942 due C 133, noti sotto il nome di vacche, al rientro da un giro di ambientamento al volo eseguito da un gruppo di 18 ufficiali allievi paracadutisti, causa un vuoto d’aria provocato dal sorvolo a bassa quota dei binari della ferrovia che delimitavano l’aereoporto di Tarquinia, si trovarono coinvolti in un impatto e precipitarono. Quasi tutti gli occupanti degli aerei perirono.

[su_slider source=”media: 99550″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

GUARDA IL VIDEO

GUARDA LE FOTO

Leggi anche...

spot_img