domenica 5 Dicembre 2021
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CANAVESE – Interrogazione in Consiglio regionale sul caso ASA

Cesare PIANASSO (Lega Nord): “Gli enti superiori, Regione e Governo, non possono mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di nulla, abbandonando a sé stesse le Amministrazioni di un intero territorio”

CANAVESE – La Lega Nord presenta un’interrogazione in Consiglio regionale sulla situazione del debito ASA.

“Chiamiamo a rispondere gli enti superiori, che non possono limitarsi a mettere la testa sotto la sabbia e abbandonare a sé stessi i Comuni di un intero territorio – spiega il segretario provinciale del Carroccio, Cesare PianassoSarebbero bastate una deroga al patto di stabilità e la possibilità di accendere un mutuo ad hoc e a quest’ora la questione del debito di ASA sarebbe stata consegnata agli archivi. Invece si è preferito fare finta di nulla, lasciando le Amministrazioni letteralmente col cerino in mano. Il risultato è che ora si andrà verso un ricorso dall’esito quantomai incerto, trascinando perdipiù ancora a lungo la vicenda. Come se non fosse durata abbastanza”.

L’interrogazione è stata presentata dal consigliere del Carroccio Alessandro Benvenuto e verrà presto affrontata a Palazzo Lascaris. “I Comuni travolti dai debiti dell’ASA hanno bisogno di un supporto sia normativo che politico da parte della Regione. Alla Giunta chiediamo cos’abbia finora fatto e cosa intenda fare per arrivare ad una soluzione condivisa afferma l’esponente della Lega Nord La trattativa per risolvere il contenzioso con i Comuni soci del consorzio ha portato questi ultimi, nel settembre dell’anno scorso, ad accettare il pagamento di una quota pari a 9 milioni di euro su un totale di 65 milioni di debiti maturati dall’azienda di raccolta rifiuti. Tale somma, ripartita tra i Comuni soci dell’ex società consortile che non hanno fatto ricorso, costituiva comprensibilmente un grave impedimento all’azione sia politica che amministrativa dei sindaci, costretti all’osservanza di rigidi vincoli finanziari e all’accensione di mutui trentennali, e la Regione Piemonte non poteva non offrire loro il proprio sostegno”.

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