sabato 10 Aprile 2021

VERCELLI – Rissa tra detenuti in carcere

Situazione di estremo pericolo all’interno della Casa circondariale di VERCELLI, dove ieri si è consumata una violenta rissa tra i detenuti

VERCELLI – “La situazione è stata davvero pericolosa”, denuncia il Segretario Regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Vicente Santilli.

“Ieri pomeriggio si sono fronteggiati alcuni detenuti italiani e nordafricani . Alcuni ristretti hanno riportato diverse escoriazioni su viso e testa. I detenuti subito dopo sono stati trasportati al nosocomio cittadino per le cure del caso. Il Personale di Polizia Penitenziaria, seppur in numero assai contenuto, è stato bravo a fronteggiare le violenze ed a ricondurre la situazione alla normalità, anche se sono stati momenti drammatici e particolarmente pericolosi e stressanti. L’Amministrazione Penitenziaria regionale adotti con tempestività urgenti provvedimenti, a cominciare dall’assumere seri provvedimenti disciplinari e penali verso i detenuti responsabili dei gravi fatti accaduti nel carcere di Vercelli. Non si faccia finta di non voler vedere le cose come sono: ossia che l’istituto penitenziario ha un organico insufficiente della Polizia Penitenziaria e che c’è una parte di popolazione detenuta violenta e sfrontata, che non si fa problemi ad alterare l’ordine e la sicurezza del carcere, dando vita ad episodi violenti e incresciosi, forse perché la risposta in termini penali e disciplinari ai loro comportamenti violenti e illegali è troppo tenue…”.

Il SAPPE, attraverso il Segretario Generale Donato Capece, torna a sottolineare “i disagi che oggi caratterizzano l’istituto di pena, che presenta molti problemi sotto il profilo della sicurezza e dell’organizzazione del lavoro del Personale di Polizia Penitenziaria, clamorosamente sotto organico rispetto alle reali necessità: mancano infatti circa 70 poliziotti penitenziari in organico rispetto al previsto”.

Il leader nazionale del SAPPE esprime “apprezzamento e vicinanza al Reparto di Polizia Penitenziaria di Vercelli” e giudica la condotta dei detenuti “irresponsabile e gravissima”. E denuncia: “Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Come si può dunque sostenere che è terminata l’emergenza nelle carceri italiane?”.

“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere. Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto”, conclude. “Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti. E spesso sono i poliziotti penitenziari a subìre le conseguenze di queste sconsiderate violenze. Nel carcere di Vercelli, nello specifico, si sono contate 68 colluttazioni, 85 atti di autolesionismo e 5 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria”.

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