domenica 11 Aprile 2021

VARALLO (VC) – Faisa-Cisal: “Atap, quando penserà ai propri dipendenti?”

Nodo cruciale la mancanza di un confronto produttivo per il bene dei lavoratori

 

VARALLO (VC) – Riceviamo dalla Federazione Autonoma Italiana Sindacale Autoferrotranvieri (Faisa-Cisal) e pubblichiamo integralmente.

“Appare ormai chiaro che alla Dirigenza ATAP non interessi la vita e la salute dei lavoratori
né tanto meno la stabilità delle loro famiglie e la sicurezza delle maestranze e dell’utenza!!!
Non molto tempo fa (25/01/2017), su una testata giornalistica locale, il Presidente Chiola
intervenendo nel merito di ATAP Gold, asseriva che i sindacati si erano accorti che il dialogo fosse fondamentale e che sabato mattina (04/02/2017), avrebbe avuto un nuovo incontro con loro nella speranza che fosse produttivo.

Ebbene, purtroppo gli auspici del Signor Presidente sono caduti in un batter d’occhio. Infatti a non più di un quarto d’ora dopo l’inizio “dell’incontro produttivo” la delegazione FAISA CISAL è stata costretta suo malgrado, per il bene dei lavoratori, ad abbandonare il tavolo della trattativa.
Non per un capriccio ma per il mancato rispetto circa una corretta doverosa e non negoziabile trattativa inerente i turni di lavoro legati alla problematica dello stress da lavoro correlato e quindi della salute e della sicurezza. In Atap si continuano a fare giornate di lavoro che arrivano, per una incidente percentuale, fino a dodici, tredici, quattordici ore.

Giornate di lavoro cadenzate da lunghe e ripetute soste, dove l’autista non ha l’opportunità di riposare in quanto le località in cui si ferma sono prive di locali idonei ad un corretto recupero psicofisico, dove si trova costretto a mangiare spesso sui pullman al freddo d’inverno e al caldo rovente d’estate.

FAISA CISAL in più occasioni con il dialogo e anche a mezzo stampa ha invitato la parte datoriale ad assumere un senso di responsabilità circa l’argomento suindicato. Questa Organizzazione Sindacale, nel merito, ha avanzato proposte ben precise ossia, come già detto prima, un limite massimo alla giornata lavorativa di 11 ore, un giusto indennizzo delle ore oltre il citato limite, convertibile in giornate di riposo, con la finalità di consentire ai lavoratori un corretto recupero psicofisico e il riconoscimento dei buoni pasto.

Riteniamo questi punti fondamentali, funzionali ad una riorganizzazione della programmazione del servizio che così, come oggi è espressa, evidenzia una situazione di sotto organico di personale.
Infatti una nuova rivisitazione del servizio, oltre a consentire ai lavoratori e alle loro famiglie una riconquista della loro vita, della loro salute e una maggior sicurezza sul servizio, consentirebbe ad Atap, che come ricordiamo è un’azienda a totale partecipazione pubblica la cui finalità non deve essere l’utile di bilancio, a creare, secondo le nostre stime, almeno 10 nuovi posti di lavoro. ATAP dal canto suo, restando rigida sulle proprie posizioni, ha preferito rilanciare presentando conti, per noi non veritieri perché non dimostrati, che hanno reso, a dire del Direttore Generale, la nostra soluzione non praticabile in quanto incompatibile con il budget aziendale.

Secondo Atap, allo stato attuale della programmazione dei turni, il costo derivante dalla nostra proposta ammonterebbe a circa 325,000 €/annui, per quanto concerne il riconoscimento delle ore oltre il limite massimo proposto della giornata lavorativa, e a circa 33,700 €/anno, per quanto riguarda la concessione dei buoi pasto, non considerando che questi ultimi possono essere dedotti al 100% e la cui IVA al 4% è detraibile. Riteniamo questa presa di posizione come un’ulteriore dimostrazione di mancanza di volontà di trovare soluzioni ad una problematica cosi importante!!! Ancora una volta ATAP mette davanti alla salute e alla sicurezza dei lavoratori il budget, parola ormai utilizzata comunemente come indice di allarme tanto quanto la parola spread. Budget che, tra l’altro, non se ne conosce l’entità come del resto non si conosce ancora oggi quale sia il piano triennale dell’azienda e quindi quali siano gli obiettivi prefissati anche per il rilancio della Società.

Non comprendiamo come sia possibile che un’azienda come Atap continui a sacrificare la vita dei lavoratori e delle loro famiglie a vantaggio delle necessità di bilancio; bilancio già ampiamente rimpinguato grazie ad un abbattimento del costo del lavoro avvenuto nel 2014 che ad oggi ad Atap, da un nostro approssimativo calcolo, ha consentito un risparmio di circa 1,230,000 euro mal contati, arrotondati per difetto;bilancio che potrebbe essere sicuramente ancor più favorevolmente corposo considerando gli svariati milioni di euro di credito che vanta da alcuni Enti soci, in particolare modo dalla Provincia di Biella, che, come ormai risaputo, non naviga certo in acque chete ma che è sull’orlo del default finanziario (motivo per il quale le quote di Atap sono state messe in vendita).

Cosa sta facendo Atap per esigere questi crediti? Perché Atap, che lamenta un budget limitato tanto da non poter investire sulla vita, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, non avvia ingiunzioni di pagamento nei confronti dei suoi debitori (i crediti verso gli enti non sono da considerarsi free risk come taluni erroneamente sostengono basti ricordare quanto accaduto per la provincia di Alessandria)? Perché il CDA di Atap non appena insidiato, ha deciso di acquistare, per il Direttore Generale, un’autovettura nuova fiammante per una spesa di circa 26/27,000 euro? Non si poteva ad esempio, per esigenze di budget acquistarne una un pò più popolare? Come mai invece, ad esempio, i lavoratori addetti alla verifica dei titoli di viaggio non hanno a disposizione un’autovettura fissa che consentirebbe loro di effettuare il proprio operato in modo più capillare e frequente anziché spostarsi con i mezzi pubblici di linea limitandone così la loro efficacia? Quanto incide sul bilancio la gestione della nuova Mega Galattica sede di ATAP? Quanto è stato necessario costruirla di tali dimensioni considerando il fatto che vi sono diversi locali vuoti ed inutilizzati? Come mai la Dirigenza Atap non utilizza detti locali per ricavarne utili? Come mai il momento di fare i conti e far quadrare il bilancio coincide sempre con la rinegoziazione dei contratti integrativi e a fare sacrifici debbano essere sempre i lavoratori?

Questo tentativo di mantenere il costo del personale particolarmente basso non è forse un modo subdolo per rendere Atap più appetibile per i possibili acquirenti? Non siamo più disposti, alla luce di quanto sopra, a sentire che il riconoscimento di alcuni diritti, come quello della salute e il benessere, della sicurezza e l’abbattimento dei rischi da stress da lavoro correlato, debba essere barattato sempre e solo in favore di un budget che, secondo noi, con poche e responsabili mosse, sarebbe certamente più cospicuo e garante di uno sviluppo economico più incisivo per l’azienda ed il territorio.

Non comprendiamo come mai sabato 04/02/2017 le altre OO. SS. abbiano deciso di restare al tavolo delle trattative invece di condividere, PER IL BENE DEI LAVORATORI, l’iniziativa di FAISA che, vista l’impossibilità di un confronto produttivo ha abbandonato la contrattazione, Invitiamo comunque le alte OO. SS. a non proseguire le trattative per il rinnovo dei contratti integrativi, sempre per il bene degli autoferrotranvieri di Atap, fino a che la Dirigenza non si farà carico di quegli istituti fondamentali per le maestranze.

Il buon Padre di Famiglia, nel programmare le spese familiari in relazione al budget  disponibile, rinuncia in primis a determinati suoi vizi, ma comunque deve garantire la salute ed il benessere di coloro ii quali compongono il nucleo familiare”.

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