venerdì 7 Maggio 2021

CHIVASSO – Discarica: sul social FB è nato il gruppo “Noi della terra di mezzo/informazione ambientale”

Obiettivo la sensibilizzazione dei cittadini al problema

CHIVASSO – Si chiama il “Noi della terra di mezzo/informazione ambientale” il gruppo nato circa un mese fa sul social Facebook, per sensibilizzare la gente sul problema delle discariche di Chivasso.

Per meglio far comprendere la situazione, gli amministratori del gruppo hanno inviato ai media, una scheda esplicativa sulla discarica di Chivasso. La pubblichiamo qui integralmente.

“La cosiddetta “discarica” di Chivasso è in realtà costituita da quattro discariche che contengono complessivamente almeno 4 milioni di metri cubi di rifiuti. Sono tutte di proprietà di SMC, del Gruppo Waste Italia, ma una è condotta da SETA. Le discariche occupano 300.000 metri quadri di superficie tra Montegiove, Pogliani, Mosche e Chivasso Nord. Nato nel 1980 per contenere 80.000 metri cubi di rifiuti urbani comunali, attraverso successivi ampliamento il sito è giunto alle dimensioni attuali. Ormai si tratta di “colline” a pochi metri dalle case. Il progetto Wastend attualmente all’esame della Città Metropolitana prevede il deposito di altri 850.00 metri cubi di rifiuti. Le falde acquifere risultano inquinate almeno da una quindicina d’anni da ammoniaca, manganese e nichel. Al termine di un procedimento amministrativo lentissimo, soltanto nel 2012 il Comune di Chivasso ha approvato il progetto di bonifica. Le operazioni sono cominciate nel 2013 ma già alla fine del 2014 l’inquinamento è ricomparso.

Nel marzo scorso il Comune ha approvato un nuovo piano di bonifica: non sappiano ancora quali risultati abbia dato il nuovo intervento. Nel 2012 e nel 2016 il Comune ha emanato le cosiddette “ordinanze pozzi”, che obbligano una quindicina di residenti a non usare a scopo idropotabile l’acqua sotto le loro proprietà. Periodicamente nel sottosuolo si diffonde del biogas o metano. Nel 1993 si incendiò la cantina di un’abitazione dove il gas si era infiltrato. Nonostante gli interventi anche in seguito è stato rilevato gas nel sottosuolo, ad esempio nel 2015 a pochi metri dalle case di Strada Crova. Il gas nel sottosuolo non dovrebbe esserci perché dovrebbe venire costantemente aspirato e portato all’esterno: ma queste operazioni spesso vengono eseguite male e il gas si espande sottoterra all’esterno delle discariche. Nel 2002, 2003, 2008 e 2014 nell’area si sono sviluppati degli incendi: tre di essi nell’impianto di stoccaggio e trattamento dei pneumatici. Nel marzo 2011 un’ordinanza del sindaco Matola bloccò gli autocarri che portavano in discarica il “nerofumo” dall’area in corso di bonifica dell’ex industria chimica SISAS di Pioltello (MI). La discarica di Chivasso non è autorizzata a ricevere nerofumo: per questo la magistratura ha mandato a processo alcuni dirigenti della società, fra cui Giuseppe Chirico, allora amministratore delegato di SMC e ora promosso amministratore delegato dell’intero Gruppo Waste Italia. Il processo è iniziato a Milano e poi è stato trasferito a Roma: di fatto non è ancora veramente iniziato. La cattiva conduzione delle discariche da parte di SMC e di SETA è confermata dalle tante diffide emanate dalla Provincia ora Città Metropolitana: sono almeno 14 dal 2003 al 2016. Una all’anno. Nel 2008 la Provincia prese atto delle gravi condizioni del territorio e dispose che, esaurita la volumetria autorizzata, dovesse cessare il conferimento di rifiuti. Ovvero “basta ampliamenti”.

Una disposizione ribadita all’unanimità nel 2010 dal consiglio comunale di Chivasso. Nonostante questo nel 2014 SMC ha presentato il progetto Wastend che prevede un nuovo ampliamento. Respinto una prima volta, quest’anno il progetto è stato ripresento con modifiche. Il Comune di Chivasso è favorevole a determinate condizioni. La maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione ha approvato in consiglio comunale, col voto contrario delle minoranze, un ordine del giorno favorevole al progetto, seppure a certe condizioni: un ordine del giorno che quindi ribalta quello del 2010.

Il Comune di Montanaro si è sempre dichiarato contrario al progetto. Il Gruppo Waste Italia è in forte crisi finanziaria. Ha 270 milioni di indebitamento finanziario netto in continuo aumento. In un anno in borsa il titolo ha perso l’ 86 per cento del valore. SMC ha un debito di un milione di euro anche verso il Comune di Chivasso, che è stato costretto a incaricare uno studio legale di procedere al recupero coattivo della somma. Delle quattro discariche di Chivasso, due sono chiuse e le altre due sono in fase di chiusura. D’ora in poi, dunque, per SMC rappresenterebbero solo un costo, dato che la legge prevede che per almeno trent’anni le tenga sotto controllo e intervenga se producono inquinamento. L’ampliamento compreso nel progetto Wastend permettere alla società di far “rendere” di nuovo il sito.”

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