di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print (www.youcanprint.it)

“Sin dalla scuola elementare ci viene insegnato che, nella struttura narrativa di una fiaba, teorizzata dal russo Vladimir Propp, un’ importanza cruciale viene riservata all’ oggetto magico, strumento che servirà all’ eroe per raggiungere il suo scopo, spesso, la conquista del cuore della donna amata.

L’eroe dovrà mettercela tutta per entrare in possesso di tale oggetto che appare inaccessibile. Quindi noi tutti, sin da bambini siamo desiderosi di possedere oggetti o raggiungere luoghi più difficilmente accessibili”.

Leggevo che Civita di Bagnoregio, oltre ad essere un bellissimo posto, attrae anche per l’ apparente impossibilità di arrivarci. Ecco, al di là delle fiabe e dei luoghi, molte sono le persone che traggono piacere nel conquistare persone oppure ottenere cose difficili da raggiungere.

Il desiderio di arrivare allo scopo é maggiore del piacere che si ha verso una determinata cosa o persona.Se non si sconfina nel patologico, può essere una interessante sfida verso la vita perché la persona che lotta per qualcosa o qualcuno dimostra di essere viva ed avere un alto livello di autostima. Ma attenzione, se il desiderio lascia poi il posto alla noia, quando la cosa si é ottenuta, non é un buon segno ma solo un desiderio di vivere desiderosi di averla vinta sempre e su tutto.

Avere ideali, sogni e persone da conquistare, va bene perché é il sale della vita ma poi bisogna aggiungere, una volta ottenute le cose che volevamo, altri condimenti, altrimenti si passa sempre e solo a nuove conquiste ed obiettivi senza mai godere di quello che, con enorme fatica, si è ottenuto, la Felicità é anche questo.

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