SALUZZO – Mercoledì di violenza nel carcere di Saluzzo, dove un detenuto egiziani ha aggredito gli Agenti di Polizia Penitenziaria.

“La situazione resta allarmante nelle nostre carceri. Un detenuto comune di nazionalità egiziana, posto in isolamento ha aggredito senza un motivo apparente gli Agenti di Polizia Penitenziaria preposti di sezione; l’accaduto è avvenuto intorno alle ore 16,00 mentre veniva garantito al detenuto l’utilizzo della doccia. All’apertura della cella. il detenuto si è scagliato contro gli Agenti con un lama ricavata da una bomboletta di gas. I poliziotti riuscivano a disarmarlo, ma quest’ultimo, insoddisfatto, inveiva nuovamente contro gli agenti con calci e pugni. Riuscivano nuovamente a contenere il soggetto e riportarlo in cella. I poliziotti venivano condotti all’ospedale civile di Saluzzo e gli venivano diagnosticati da 10 a 15 gg di prognosi”.

La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, per voce del segretario regionale del Piemonte Vicente Santilli.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: “Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili, non quelli che teoricamente si potrebbero rendere disponibili. Un problema è la mancanza di lavoro, che fa stare nell’apatia i detenuti. Ma va evidenziato anche che l’organico di Polizia Penitenziaria è sotto di 7mila unità e che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi.  E fatelo dire a noi che stiamo tra i detenuti, in prima linea, 24 ore al giorno”.

“L’Amministrazione penitenziaria si preoccupa di garantire l’uso della sigaretta elettronica ai detenuti o, come quest’estate, delle docce nei cortili dell’ora d’aria, sempre per i ristretti. Non pensanio certo agli Agenti di Polizia Penitenziaria, alle loro pessime e precarie condizioni operative, al fatto che siamo sotto organico di più di 7mila unità, e che dobbiamo anche pagarci la stanza se dormiamo in Caserma mentre nessun detenuto paga allo Stato alcunchè per il ‘soggiorno’ nelle carceri italiane”, conclude Capece.

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