lunedì 8 Marzo 2021

INGRIA – Nasce il Comitato del No al referendum

INGRIA – Nelle ultime settimane l’attività amministrativa del Comunedi Ingria è stata molto vivace: come sempre infatti gli eventi turistici, motore trainante del piccolo centro, non sono mancati (per esempio la vittoria al Concorso Nazionale dei Comuni Fioriti).

In questi giorni però l’Amministrazione ha voluto seguire e partecipare attivamente ancheagli aspetti politici inerenti al voto del referendum confermativo del 4 dicembre. In particolare in un recente incontro tra Amministrazione ed esponenti politici locali, tra i vari temi si è toccato anche quello referendario. Nello scambio di vedute e confronti ne è nata la condivisione e consapevolezza di una posizione comune sul NO alla richiesta di conferma del referendum. Questa scelta di vari ingriesi (che come da foto in allegato raccoglie l’adesione del Sindaco e di parte dell’Amministrazione Comunale, Federico Bianco Levrin e Andrea Caneper esempio) è stata condivisa anche da ulteriori motivazioni che sono state spiegate alla serata che si è tenuta lunedì 21 novembre a Cuorgnè, nel dibattito che ha visto fronteggiarsi gli esponenti del Sì (Davide Gariglio del PD) e del NO (Alessandro Giglio Vigna, Vice segretario Nazionale della LegaNord).

“Una goccia in mezzo al mare o un Davide contro Golia? – affemano – Sicuramente la notizia della formazionedi un Comitatodel NO anche nel piccolo Comune di Ingria, non può che non far riflettere i politici degli enti maggiori. Al tavolo, oltre il sindaco e alcuni consiglieri, vi era anche il consigliere metropolitano MauroFava: in sostanza dall’incontro è emersa una condivisione quasi a valore simbolico di un comitatodel “NO!”. Indipendentemente dagli esiti che avrà poi l’urna, il piccolo Comune alpino ha quindi voluto dimostrare di essere vivo e partecipe anche nelle questioni nazionali.”

“Sono sempre stato un sostenitore della libertà di elezione dei propri rappresentanti a tutti i gradi governativi. – Aggiunge il Sindaco di Ingria Igor De Santis – Ritengo che ogni livello di governance debba essere eletto direttamente dal popolo che è l’unica entità preposta a sancire la legittimità di una forma amministrativa di governo. Troppo spesso in questi anni ho visto tribunali inquisitori additare enti amministrativi senza avere mai dati o numeri concreti che ne dimostrassero risparmio o efficienza.”

Prosegue il discorsodi De Santis, il Consigliere MetropolitanoMauro Fava, esprimendo una chiara dichiarazione di voto:“Concordo pienamente con il Sindaco di Ingria: Ieri i piccoli Comuni o Comunità Montane, oggi addirittura il Senato: credo che si sia troppo spesso cercato consensi senza mai affrontare i veri problemi di spesa o gestionali, che sono ben altrove. Questa premessa è il primo motivo per cui mi sentodi affermare la mia posizione per il No al referendum, in quanto credo che il diritto di voto a tutti i livelli sia sacrosanto e quel poco di libertà decisionale Regionale debba essere tutelato”.

“Il voto del 4 dicembre ci potrà portare in due direzioni – ha commentato ancora Andrea Cane, Consigliere Comunale dello stesso Comune – se vincerà il Sì, direttamente verso un’oligarchia di Roma; se vincerà il NO rimarremo invece in un contesto di democrazia riservato anche agli enti minori, pur nei tanti problemi che permangono. Per gli abitanti delle Valli, deve essere evidenziato che questa data è importantissima a livello di dovere di suffragio: in caso di vittoria del Sì, il Referendum andrebbe a modificare la Costituzione in modo radicale, riducendo ulteriormente la capacità politica degli enti più piccoli, cheverrebbero a questo punto ulteriormente emarginati a livello politico e di conseguenza svantaggiati economicamente: insomma una sortadi nuovo cui certo noi a Ingria non ne abbiamo bisogno”.

“Chissà se la penseranno allo stesso modo i rappresentanti dei Comuni più grandi? – concludono – Ingria ha sicuramente lanciato la sfida tirando loro la palla, ora non ci rimane che verificare come si muoverà il resto del territorio.”

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