RIVAROLO CANAVESE – Favorire un dialogo e un contatto positivo tra docenti allievi e famiglie, fornire occasioni di divertimento sano, e realizzare l’idea di una scuola davvero aperta alla cittadinanza.

Questi gli obiettivi del Santissima Annunziata, istituto parificato rivarolese comprendente tutti gli ordini di scuola -da quella dell’infanzia al liceo delle scienze umane- che nella serata di sabato 12 novembre ha riallestito la mensa solitamente utilizzata dagli studenti organizzandovi nientemeno che una cena con delitto.

 

“Dobbiamo queste trovate all’entusiasmo dei miei colleghi, soprattutto dei più giovani, sempre pronti a mettere a servizio della nostra missione educativa le loro competenze e la loro creatività” ha commentato la dirigente scolastica Fiorenza Bertotto.

Entusiasmo palese, visto che il personale della cooperativa che gestisce la scuola ha prestato servizio volontariamente per la realizzazione della serata, e in particolare alcuni dei professori hanno vestito i panni di impeccabili camerieri per il centinaio di commensali intervenuti.

Un’iniziativa riuscita, che ha registrato il tutto esaurito tra studenti, famiglie, amici e i molti “esterni” che per la prima volta hanno varcato le storiche mura dell’istituto per degustare l’ottimo cibo degli chef Silvio Bernardi e Annetta Destratis e per tentare di risolvere un mistero intricato.

“Siamo riusciti a coinvolgere e a intrattenere un pubblico molto eterogeneo, con qualità e in un’atmosfera allegra e familiare. Questo rispecchia molto l’identità della nostra scuola, nota da sempre per il suo ambiente umano accogliente e dinamico” spiega ancora la prof. Bertotto.

La magistrale messa in scena, curata in ogni dettaglio, è stata offerta dalla compagnia canavesana Digitalis Purpurea, specializzata in cene con delitto e guidata da Giulio Civitano, attore per passione e docente di diritto al Santissima Annunziata per professione. Molto soddisfatto il pubblico, che si è cimentato in una sfida scandita da colpi di scena e da prelibatezze, contribuendo con la quota di adesione ad una raccolta fondi per implementare le attività didattiche.

“Ci teniamo a offrire il meglio ai nostri ragazzi”, ha concluso la dirigente “e siamo sempre disposti a metterci in gioco per ottenere le risorse necessarie. Se poi riusciamo a farlo divertendo e divertendoci, vuol dire che abbiamo colpito nel segno”.

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