martedì 24 Novembre 2020

FIRENZE – Nasce il Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche

FIRENZE – Sabato 5 novembre a Firenze, presso la Sala della Compagna delle Stimmate, in Piazza San Lorenzo, si è tenuta l’assemblea costitutiva del Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche, “CISADEP”, con l’adesione ufficiale di 26 soci, corrispondenti a comitati di aree disagiate e periferiche d’Italia del Piemonte, dell’Emilia Romagna, della Toscana, delle Marche, del Lazio, dell’Abruzzo, del Molise, della Campania, della Basilicata, della Sicilia e della Sardegna.

In questa sede i soci presenti hanno approvato la piattaforma programmatica costitutiva e lo statuto dell’Associazione, hanno redatto e firmato l’Atto Costitutivo, quindi hanno proceduto all’elezione del Presidente e del Consiglio Direttivo, risultato così composto :

PRESIDENTE: EMANUELA CIONI
CONSIGLIERI: EVA GIULIANI (Vicepresidente)
FRANCESCO MARTINO (Segretario e Tesoriere)
FLAVIO CECCARELLI (Vice Segretario)
ENRICA SCIULLO
GRAZIELLA MARCHESI ( Delegata Regionale Piemonte)
VALERIO BOBINI (Delegato RegionaleToscana)
LAZZARI AGNESE (Delegata Regionale Emilia Romagna)
BARTOLI MARCO (Delegato Regionale Marche)
DESIDERI RENATO (Delegato Regionale Lazio)
GIOVANNI FRANCIONE (Delegato Regionale Campania)
TERESA DE SANTO (Delegata Regionale Basilicata)
FRANCESCO LA ROSA (Delegato Regionale Sicilia)
LIDIA TODDE (Delegata Regionale Sardegna)

Il Molise è già rappresentato in Consiglio da 2 consiglieri nazionali, mentre i Comitati Abruzzesi, iscritti e non presenti, eleggeranno quanto prima, alla presenza del Segretario Nazionale, il loro rappresentante in seno all’organismo.

Il Coordinamento è sorto dalla esigenza comune di tutelare il Diritto alla Salute nelle Aree Disagiate, Insulari e Periferiche d’Italia, a fronte di una preoccupante deriva economicistica in sanità che sta riducendo l’erogazione dei servizi sanitari ad una pura logica di mercato, profitto, business, numeri e equilibri di bilancio, che hanno perso di vista la cura alla persona e ridotto ad una questione puramente economica l’erogazione anche dei servizi essenziali di emergenza/urgenza, punti nascita, assistenza ospedaliera, a scapito della sicurezza, dell’efficienza, dell’efficacia della cura, del benchkmark e delle best pratices sanitarie per le persone viventi in queste aree svantaggiate del paese, senza adottare correttivi efficaci nella programmazione sanitaria e perdendo di vista la “mission” essenziale dell’assistenza sanitaria che è assicurare il Diritto alla Salute come nel resto d’italia a questi cittadini.

Il Coordinamento non vuole essere un semplice strumento di protesta, ma farsi promotore di proposte concrete che cambino queste visioni e queste mentalità, a volte anche filosofiche, e spingere verso una visione sanitaria che ponga al centro il cittadino e la tutela della sua salute, facendosi interprete presso il Ministero della Salute e dell’Economia, il Governo, il Parlamento, la Conferenza Stato Regioni e le singole Regioni di proposte concrete e azioni decise che facciano pienamente prendere in considerazione la realtà delle zone disagiate e periferiche e producano aggiustamenti e ripensamenti efficaci, efficienti e sostenibili della programmazione sanitaria, della presenza dei servizi di emergenza/urgenza, ospedalieri, relativi ai percorsi nascita, nonché territoriali che garantiscano non solo la garanzia del poter continuare

vivere con sicurezza in queste aree senza sperimentare ulteriori condizioni di disagio, di abbandono ed emarginazione, e abbiano come principio la sola sostenibilità economica, ma in primis la piena adeguatezza, sicurezza, correttezza, completezza ed efficacia sanitaria, cioè siano “veri” ed “efficienti” servizi sanitari pubblici e non imitazioni rabberciate e pericolose come purtroppo oggi si sperimenta in molte Regioni d’Italia.

Altro obiettivo del Coordinamento sarà quello di aiutare e sostenere i soci aderenti nelle loro azioni locali, e in futuro di svolgere una funzioni di controllo sull’impiego delle risorse in Sanità per verificarne l’effettivo uso per la tutela del Diritto alla Salute.

Nella Piattaforma Programmatica, firmata e sottoscritta, il Coordinamento ha individuato la sua prima azione fondamentale nella richiesta di chiarificazione e precisazione dei punti oscuri del Decreto n. 70/2015 sulle Aree Particolarmente Disagiate e sui servizi che in esse devono essere garantiti in materia di emergenza /urgenza, pronto soccorso, punti nascite o servizi sostitutivi (chiedendo una vera applicazione a questi casi obbligatoria del Decreto Lorenzin dell’11 novembre 2015), sulla presenza di Lungodegenza e Riabilitazione, sui Punti di Primo Intervento, sui servizi Pediatrici e territoriali, affermando l’idea e il concetto della rotazione del personale dal centro HUB di riferimento, che garantisce l’alta professionalità, l’aggiornamento degli operatori e la qualità dell’assistenza, si richiede di introdurre nella programmazione sanitaria il concetto di Area Periferica e di riconsiderare i servizi sanitari tenendo conto di questa tipologia intermedia secondo la linea già ipotizzata dall’allora ministro Fabrizio Barca in materia, l’introduzione della Conferenza dei Sindaci di Area Disagiata, nonché di tener presente le condizioni socioeconomiche dei singoli territori e ripensare l’istituto dell’intramoenia.

Il Coordinamento ha voluto infine esprimere la sua piena, affettuosa e convinta vicinanza a tutti gli abitanti delle zone terremotate e presto una delegazione dei comitati si recherà in queste arre sconvolte dal sisma e in quella occasione i soci vogliono assicurarsi che gli ospedali che ad oggi sono stati sfollati vengano ricostruiti con tutti criteri di antisismicità : in modo particolare, in questa occasione, come già approvato nella piattaforma, chiedere con forza che nelle aree sismiche e che hanno subito terremoti nell’ultimo secolo non sia prevista la riconversione degli Ospedali oltre lo standard minimo di Ospedale di Area Particolarmente Disagiata.

Al termine della riunione, la neo Presidente ha ringraziato di cuore i componenti del coordinamento e si auspica di iniziare con loro un nuovo cammino a difesa della sanità pubblica nelle zone disagiate e periferiche di tutta Italia

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