venerdì 27 Novembre 2020

CANAVESE – Scoprire i Parchi naturali in autunno: proposte al Lago di Candia, sui Monti Pelati e sul Monte San Giorgio

CANAVESE – Scoprire i parchi naturali della Città Metropolitana di Torino nei mesi autunnali, quando la fauna, la flora e l’ecosistema naturale complessivamente inteso si prepara al freddo dell’inverno.

E’ la proposta di tre dei parchi che fanno parte della Rete Ecologica Metropolitana, che comprende aree protette nazionali, regionali, metropolitane e comunali e siti della rete Natura 2000. Si tratta di aree già sottoposte a vincoli di tutela naturalistico-ambientale in quanto generalmente dotate di un elevato grado di naturalità e biodiversità. E’ il caso dei parchi e riserve naturali di livello nazionale, regionale e metropolitane, ma anche delle aree caratterizzate dalla presenza di habitat di interesse comunitario (ai sensi delle Direttive comunitarie Habitat e Uccelli) riconosciuti a livello nazionale.

Parco del Lago di Candia

Il 1° marzo del 1995 con la Legge regionale 25 veniva sancita ufficialmente l’istituzione del Parco provinciale del Lago di Candia, il primo del suo genere in Italia. L’idea di tutelare con un parco l’ambiente lacustre di Candia era stata promossa sin dall’inizio degli anni ’90 da amministratori lungimiranti e da molti canavesani sensibili alla tutela del territorio. Vent’anni dopo il Parco è un esempio di salvaguardia per l’intero Paese: il lago e le specie che ne popolano le acque e le sponde sono stati recuperati e difesi, mentre la ricerca scientifica, le attività didattiche e la valorizzazione turistica vanno di pari passo e si sostengono reciprocamente. Le attività sportive che si svolgono sul Lago e intorno allo specchio d’acqua rispettano la fauna e la flora. A Candia il volontariato degli amministratori del Parco e delle Guardie Ecologiche Volontarie ed il lavoro dei dipendenti della Città Metropolitana sono di esempio per i cittadini che possono fruire della meraviglia della natura. Grazie alla tutela garantita dall’istituzione del parco, il Lago di Candia è uno dei bacini lacustri più intatti dell’intera Pianura Padana, esempio di una biodiversità tutelata in modo intelligente e sostenibile dalla devastazione urbanistica e ambientale. I numeri dei visitatori, in costante aumento, testimoniano la validità e l’interesse suscitato dalle esperienze di tutela realizzate a Candia. Sono soprattutto le scolaresche (oltre 3.000 gli studenti in visita ogni anno) ad apprezzare la bellezza del Parco, accolte dall’associazione “Vivere i parchi” che cura, per conto e sotto il coordinamento della Città Metropolitana, la didattica ambientale.

Le attività autunnali nel parco del Lago di Candia sono iniziate sabato 29 ottobre con le Serate d’autunno al Parco – Sul lago al tramonto. Si tratta di un’attività su prenotazione, che prevede un’escursione guidata in battello alla scoperta del parco e della sua storia. L’escursione dura un’ora e mezza circa. Lunedì 31 ottobre si è svolta invece la serata “Naturalmente Halloween”, dedicata ai segreti e alle strategie degli abitanti della notte. Sabato 12 novembre è invece in programma l’escursione guidata in battello “Sul lago al tramonto”, alla scoperta del parco e della sua storia. La serata si conclude con una pizza in compagnia, facoltativa e su prenotazione entro il 10 novembre. Per informazioni sui costi di partecipazione si può telefonare all’associazione “Vivere i Parchi”, al numero 345-7796413 oppure scrivere a  vivereiparchi@gmail.com. Il ritrovo dei partecipanti è alle 17,30 al ristorante pizzeria Lido, al Molo 34. L’escursione guidata dura un’ora e mezza circa.

Riserva Naturale dei Monti Pelati

La Riserva Naturale dei Monti Pelati si estende su un’area di circa 146 ettari sulla destra orografica del torrente Chiusella, allo sbocco dell’omonima valle, compresa nei territori dei Comuni di Baldissero Canavese, Vidracco e Castellamonte. I Monti Pelati si presentano brulli e quasi completamente privi di vegetazione: una caratteristica dovuta alla natura della roccia che li compone, oltre che all’erosione causata dalle precipitazioni. Il sottosuolo è formato principalmente da peridotite, una roccia magmatica di colore verde scuro, che si forma a grandi profondità e che è raro trovare in superficie. Essa è composta principalmente da olivina e da affioramenti di magnesite, materiali estratti fin dalla seconda metà del 1700 per l’utilizzo nella produzione di ceramica e di materiali refrattari. Oggi l’olivina viene impiegata per la produzione di vernici e guaine impermeabilizzanti. Per tutelare le caratteristiche del luogo, l’attività di estrazione è limitata a una piccola zona situata a nord-est. Per favorire il recupero ambientale, le aree di scavo non più utilizzate sono ricoperte con materiale vegetale e terreno. Le rocce sono colonizzate da vari tipi di licheni, mentre il resto del territorio è per lo più ricoperto da cespugli radi, praterie aride e brughiere. Sono abbastanza frequenti il Ginepro e il Pungitopo, con qualche presenza di Betulla, Robinia, Roverella e di rimboschimenti composti da Pino silvestre, Pino strobo, Pino nero e Larice. Nei pressi del torrente Malesina si incontrano fasce arbustive di Salice bianco. Tra i fiori più interessanti e rari vanno ricordati la Campanula bertolae, il Linum suffruticosum, la Fumana procumbens e i più comuni Sedum alpinum e i garofani dal colore vivace, capaci di crescere anche in ambienti ostili.

I Monti Pelati sono un’oasi xerotermica, che mantiene un clima più mite rispetto alle zone circostanti. Tra gli insetti si annoverano alcune specie rare come il lepidottero Pedasia luteella, il coleottero Phytoecia vulneris e il formicide Leptothorax flavicornis. Alla fine dell’estate si presentano assai numerose le Mantidi religiose. Tra le circa settanta specie di uccelli che si sono ben adattate alle peculiarità della zona figurano il Saltimpalo, lo Zigolo nero, lo Zigolo muciatto, l’Occhiocotto, la Cincia dal ciuffo, la Cincia mora, la Bigiarella, il Codirossone, la Poiana, il Nibbio bruno, il Nibbio reale e il Biancone. Da alcuni anni, per arginare l’intensa morìa di Rospi comuni che si verifica nel corso della stagione riproduttiva, sulle strade extraurbane nei Comuni di Vidracco e Vistrorio sono stati posizionati i “rospodotti”, barriere plastiche che permettono il superamento delle carreggiate stradali e il raggiungimento dei siti di riproduzione, evitando che i batraci vengano schiacciati dagli automezzi.  Il colle più alto dei Monti Pelati, a quota 581 metri, ospita la Torre Cives, risalente al XII secolo, edificata quasi certamente per l’osservazione e la difesa del territorio della Valchiusella. Nel 1956, durante degli scavi archeologici, sono state portate alla luce cinque monete d’oro di epoca bizantina, il cosiddetto “Tesoretto” di Torre Cives, oggi conservate al Museo Archeologico di Torino.

Sabato 19 novembre è in programma l’attività su prenotazione “Serate d’autunno nella Riserva – Sentieri lunari”, un’escursione guidata serale tra i sentieri della Riserva Naturale dei Monti Pelati. Il ritrovo è alle 18 al Centro ambientale didattico di piazza Ceratto a Vidracco. Al termine si può cenare alla pizzeria Principe d’Oro di piazza Ceratto 5 a Vidracco. La partecipazione è su prenotazione entro il 17 novembre, telefonando al numero 345-7796413 o scrivendo a vivereiparchi@gmail.com

Parco Naturale del Monte San Giorgio

Con i suoi 837 metri, il Monte San Giorgio di Piossasco è la propaggine più avanzata della catena alpina occidentale verso la pianura torinese. L’area ha un importante valore storico-culturale, poiché conserva i segni delle remote civiltà che l’abitarono. Nei pressi della vetta sono state scoperte alcune decine di coppelle incise nei massi. Sulla cima si erge una cappelletta dell’XI secolo, oltre ai resti di un’antica cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e di un monastero. I versanti ripidi della montagna riparano la città di Piossasco dai freddi venti alpini, mitigando le temperature e creando un’oasi xerotermica, con clima caldo e asciutto ed una bassa piovosità estiva; il che favorisce la presenza di specie vegetali e animali tipiche della macchia mediterranea. Sul versante sud-ovest del Monte vivono piante come l’Ulivo, la Vite, il Leccio e la Roverella. Nei versanti a est, che si affacciano su Sangano, il clima fresco e umido ha favorito lo sviluppo di boschi di Faggio, Castagno, Rovere e Nocciolo. Il Pino nero è stato introdotto con piani di rimboschimento artificiale, iniziati nel 1930 e compromessi seriamente dal disastroso incendio del febbraio 1999. La grande varietà di ambienti offre un habitat ideale per numerose specie di uccelli: quelle tipiche delle foreste montane e sub-alpine, quali la Cincia dal ciuffo, il Crociere e il Gallo forcello; quelle mediterranee, come l’Occhiocotto e la Bigia grossa. Non mancano rapaci, come il Biancone e il Falco pellegrino. È presente una notevole varietà di coleotteri, considerati importanti come indicatori ecologici. La flora presenta specie interessanti per la loro rarità e distribuzione tra cui numerose Felci, il Leccio e la Paeonia officinalis.

Domenica 6 novembre il Parco Naturale del Monte San Giorgio propone “Una giornata selvaggia”, un’attività per famiglie con bambini di almeno quattro anni, a cura dell’associazione ArteNa e della Fondazione Cruto, in collaborazione con l’associazione MoviNemo e la Bottega delle Abilità. Il filo conduttore è costituito da una corda, utilizzata per imparare a legare, annodare e giocare nel bosco tra equilibrio, avventura e coraggio. L’attività si svolge al Vivaio del Parco, in località Tiri, dalle 14  alle 17, al costo di 8 Euro. Per informazioni: telefono 338-1804165,  e-mail info@fondazionecruto.it

Sabato 12  novembre è in vece in programma il “Trekking d’autunno” su uno dei sentieri del Monte San Giorgio, con la scoperta di curiosità forestali, naturalistiche e testimonianze storiche lungo un facile percorso ad anello. L’attività si svolge la mattina a partire dalle 9,30 ed è adatta alle famiglie con bambini di almeno cinque anni. La quota di partecipazione è di 5 Euro. Per informazioni: telefono 338-1804165,  e-mail info@fondazionecruto.it. Nel pomeriggio si può invece partecipare nel giardino delle farfalle del Vivaio all’attività “BugHotel”, per costruire i rifugi per gli insetti impollinatori. L’attività è su prenotazione entro venerdì 11 novembre e la quota di partecipazione è di 8 Euro. Per informazioni e prenotazioni: telefono 320-7795419 e-mail vivaio.labottega@gmail.com

Domenica 13 novembre è in programma l’attività pomeridiana per famiglie con bambini di almeno quattro anni “Una luce di lanterna per l’inverno”, per imparare a costruire una lanterna per portare luce in una passeggiata nel bosco. L’attività si svolge al Vivaio e costa 6 Euro. Per informazioni e prenotazioni: telefono 338-1804165, e-mail info@fondazionecruto.it

Sabato 19  novembreè la volta di un breve corso pomeridiano di potatura delle piante da frutta e non, con i consigli dell’agronomo. La quota di partecipazione è di 10 Euro e le prenotazioni si ricevono entro venerdì 18 novembre al numero 320-7795419 o alla casella e-mail vivaio.labottega@gmail.com

Sabato 19  novembreè in programma la “Salita notturna al Monte San Giorgio”, una passeggiata sulla strada carrareccia in occasione del plenilunio di novembre, a cura degli Amici del Monte San Giorgio. Ci si ritrova alle 21 alla sbarra al fondo di via Montegrappa. Per informazioni: Amici del Monte San Giorgio, telefono 011-9066989 e 338-4262991

Domenica 27 novembreè la volta del “Menu per cince”, una proposta per imparare a preparare da mangiare per gli uccellini, che in inverno faticano a trovare cibo. L’attività pomeridiana per famiglie con bambini di almeno tre anni è a a cura di ArteNa e Fondazione Cruto. La quota di partecipazione è di 6 Euro. Per informazioni e prenotazioni: telefono 338-1804165,  e-mail info@fondazionecruto.it

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