CUORGNÈ – «Che le moto sui sentieri non fossero ben viste da alcune “frange”, lo si sapeva; tutti ne eravamo e ne siamo coscienti, per questo cerchiamo di non oltrepassare mai la linea del giusto e della legalità.

Ogni volta che si esce in compagnia, il primo “ordine” è quello di non uscire dai sentieri autorizzati e di non arrecare danno ai prati ed alle colture ad essi confinanti, di rispettare i pedoni che sugli stessi sentieri transitano.

Come per altre istituzioni, anche tra di noi, vige un piccolo “decalogo” che regolamenta le uscite; nulla di trascendentale ma solo piccole regole dettate da “buon senso” che fanno si che si possa praticare il nostro sport preferito senza peraltro recare disagio ad altrui.

Si cerca in ogni modo di far coesistere sullo stesso suolo differenti scelte di vita e, fino ad oggi, sembrava che le cose potessero filare lisce ma, probabilmente, a qualcuno questo comunque non basta ed allora ecco che i cartelli con il contrassegno del Moto Club Valli del Canavese divelti e buttati tra l’erba dei prati adiacenti.

Il fatto è successo nel comprensorio dei comuni di Pratiglione e Canischio, due dei tanti comuni che hanno “scelto” di ospitarci sul loro territorio e che puntualmente ringraziamo.

Detti cartelli, per chi non lo sapesse, sono stati posizionati nel pieno rispetto della legge e delimitano i sentieri lungo i quali gli affiliati al Moto Club, hanno il permesso di transitare. Sono stati realizzati con i fondi del Moto Club autotassando i soci e senza alcun contributo esterno, posizionati dai nostri incaricati che si interessano anche della loro manutenzione così come del mantenimento della transitabilià dei sentieri stessi.

Stagionalmente e quando serve, si organizzano uscite con il fine di “pulire “ e rendere fluibili a TUTTI i sentieri, riparando i danni che le intemperie stagionali arrecano, ripristinando il fondo mettendolo in sicurezza.

Vorremmo puntualizzare anche un’ altro piccolo particolare: ognuno di noi ha a cuore la pulizia delle nostre montagne, le cartacce, i vuoti e tutto ciò che è di scarto, viene riportato a casa e smaltito; questi “buontemponi”, invece, non hanno trovato di meglio da fare che gettare cartelli e paletti tra l’erba …. bel segno di civiltà!

Portiamo all’attenzione di tutti questi fatti, così come il nostro intento di ricorrere nelle sedi più opportune per verbalizzare l’accaduto.»

Massimo Raselli

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