RIVAROLO CANAVESE – È stata rinnovata per 15 anni, dalla Città Metropolitana di Torino, l’autorizzazione Unica alla Sipea/Cofely (Gdf Suez) per le emissioni in atmosfera e lo scarico di acque reflue in rete fognaria, della centrale a biomasse.

Lo scorso 16 giugno si era tenuta una seconda conferenza dei servizi, durante la quale, il Sindaco Alberto Rostagno, aveva sottolineato la continuata inadempienza della Sipea/Cofely dichiarandosi non d’accordo con il rinnovo e avanzando due proposte cassate dalla Città Metropolitana: rinnovare inizialmente per un anno in attesa che la Sipea adempi alle condizioni, per procedere con i restanti quattordici, o convocare un’altra conferenza di servizi, in prosecuzione di questa.

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«Sono rammaricato – dichiara il Sindaco Alberto Rostagno – perché non è stato tenuto conto del parere del comune. Chiedevo di autorizzare solo dopo aver verificato l’effettiva realizzazione delle prescrizioni richieste. Nell’autorizzazione si legge “dopo aver appreso il parere del comune in sede di conferenza dei servizi…” ma non si dice che il parere era negativo. Ancor di più dispiaciuto – conclude – perché a tutt’oggi al comune non è arrivata nessuna comunicazione del rinnovo autorizzativo. L’ho visto sul sito della città metropolitana due giorni fa. Non mi sembra un modo corretto di procedere.»

Secondo il documento di rinnovo, la condizione principale alla quale la Sipea doveva ottemperare, e che avrebbe dovuto caratterizzare anche il primo rilascio, ossia il collegamento alla rete per la fornitura del teleriscaldamento, condizione che secondo Arpa è stata ottemperata. Sempre sul documento, si legge che “Non si ritiene necessaria, almeno per il momento, l’introduzione di un sistema non catalitico (S.N.C.R.) per l’ulteriore riduzione degli ossidi di azoto, considerato che implicherebbe la necessità di individuare nuove aree per la dislocazione degli impianti di servizio funzionali al reattore, nonché la possibile presenza nei fumi di piccole quantità di ammoniaca, composto caratterizzato da soglia olfattiva molto bassa e pertanto possibile fonte di disturbo odorigeno per i recettori limitrofi. Si ritiene per contro che una significativa riduzione delle emissioni di ossidi di azoto sul territorio comunale di Rivarolo Canavese possa essere ottenuta con l’estensione della rete di teleriscaldamento e il conseguente spegnimento di altri impianti termici ora attivi.”

Infine per quanto riguarda il contenimento delle emissioni diffuse, nell’autorizzazione “si dà atto che l’intervento di asfaltatura del piazzale è in corso di definizione con il Comune di Rivarolo e, come emerso in conferenza dei servizi, potrà essere realizzato entro il 31 ottobre 2016. Si ritiene altresì importante ai fini di una complessiva riduzione delle emissioni diffuse di polveri la realizzazione di una tettoia di copertura del deposito di cippato, al momento oggetto di contenzioso per ragioni urbanistiche ed edilizie tra il Gestore e il Comune Rivarolo Canavese.

Si richiede pertanto al Comune di tenere informata la Città Metropolitana sugli esiti di tale contenzioso (sentenza del T.A.R.) al fine di attivare un tavolo tecnico per valutare le possibili soluzioni.” E in riferimento al progetto di risanamento acustico, “che prevede la sostituzione delle torri evaporative, preso atto della disponibilità dei materiali solo a partire da gennaio 2017, si ritiene che l’intervento possa essere eseguito a fine inverno 2017, onde evitare la fermata dell’impianto a biomassa durante la stagione termica.”

 

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