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martedì 21 Settembre 2021
martedì, Settembre 21, 2021

IVREA – Processo amianto Olivetti: tredici condanne

IVREA – Pronunciata la sentenza che chiude il primo grado di giudizio del procedimento penale volto ad accertare le  responsabilità di  amministratori e dirigenti della società Ing. C. Olivetti s.p.a per il reato di lesioni personali colpose e omicidio colposo, nei confronti di  ex dipendenti, causate da malattie contratte a seguito di esposizione all’amianto avvenuta svolgendo specifiche mansioni all’interno degli stabilimenti di Ivrea, Agliè e Scarmagno .

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Tredici le condanne. Cinque anni e due mesi per carlo De Benedetti. Fra i tre assolti figura Roberto Colaninno. Riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per le vittime e a tutte le parti civili costituite.

Tra queste la Città di Ivrea cui è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, da richiedere e quantificare però  in sede civile, ed il  rimborso delle spese legali sostenute per la costituzione di parte civile.

Il Sindaco Della Pepa, presente in aula alla lettura del dispositivo, ha commentato la sentenza:“ Non si può esprimere un commento di soddisfazione quando si parla di vicende che riguardano persone scomparse e la sofferenza delle famiglie che oggi combattono con  malattie fatali , ma il processo ha fatto chiarezza sulla gestione del problema amianto negli anni più recenti della storia Olivettiana e dato una risposta ad una domanda di verità che si elevava dalle famiglie colpite  e dal territorio tutto . Questo era il risultato a cui la Città teneva e per il quale ha scelto di essere parte nel processo”.
Il Sindaco ha espresso parole di vicinanza alle famiglie che stanno vivendo in questi anni il dramma della scoperta di questa malattia e ha evidenziato come la sentenza testimoni anche, per i tempi di procedimento,  la efficienza del Tribunale e degli Uffici della Procura eporediese.

“Sicuramente – sottolinea il Sindaco – la sentenza consegna un giudizio pesante sugli anni più  recenti  di gestione della Olivetti, anni in cui  è stato, almeno per quanto riguarda la gestione del rischio amianto, forse tradito quello spirito di attenzione per i lavoratori che ha reso unica la storia della Nostra Fabbrica e l’immagine di Adriano Olivetti nel mondo”.
“Toccherà alla Città di Ivrea – conclude il Sindaco –  il compito primo di tutelare e valorizzare quella gloriosa storia proprio per quei valori che ha saputo testimoniare: il rispetto del lavoro e delle persone prima della logica del profitto, la tutela e la valorizzazione del territorio in una sinergia totale tra la Città e la Fabbrica”.
“Una Sentenza molto importante quella relativa al processo Olivetti sull’amianto; che accoglie le nostre istanze di presentarci come parti civili – dichiara il Segretario dei metalmeccanici torinesi, Claudio Chiarle – ma soprattutto conferma che nel nostro territorio gravi problematiche ambientali sono state sottaciute da chi si presenta con “l’aria liberal” come i De Benedetti”

“un riconoscimento ai lavoratori Olivetti, perché lo spirito comunitario Olivettiano, ormai tramontato, è finito nelle mani di imprenditori tesi al profitto anche sulla pelle dei lavoratori – conclude il Segretario FIM, Chiarle – naturalmente ci aspettiamo l’appello ma la strada è stata tracciata e noi, come sempre, rispetteremo l’esito della Magistratura ”

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