RIVAROLO CANAVESE – È stata convocata per giovedì 16 giugno, presso la Città Metropolitana di Torino, la seconda Conferenza dei Servizi che deciderà sulle sorti della Centrale a biomasse di Rivarolo.

Durante la prima Conferenza (17 febbraio 2016) la Società è stata sollecitata a porre rimedio a tutte le inadempienze e a tutti i problemi riscontrati: mancato assetto cogenerativo dell’impianto; inquinamento acustico notturno, sistemazione in sicurezza del piazzale antistante la Centrale, limiti delle emissioni in atmosfera più restrittivi e consoni alle migliori tecniche disponibili, introduzione di un monitoraggio in continuo dell’acido cloridrico, autocontrolli sui microinquinanti, introduzione possibile di un sistema di abbattimento (SNCR) degli ossidi di azoto, fidejussione a garanzia della dismissione degli impianti e ripristino ambientale.

Rivarolo Centrale Biomasse (8)

Sipea in data 9 maggio 2016 ha risposto che potrà erogare calore in assetto cogenerativo alla rete di TLR cittadina soltanto per metà circa di quanto previsto a progetto, «erogazione – afferma l’Associazione Non Bruciamoci il Futuro – che concretamente potremmo constatare soltanto dalla prossima stagione invernale.»

«La Società – prosegue il sodalizio – si dichiara disponibile ad accettare limiti più restrittivi per le polveri ma ritiene non serva introdurre il monitoraggio dell’acido cloridrico ed un sistema di abbattimento ulteriore degli ossidi di azoto. Sulla sistemazione del piazzate hanno presentato una proposta non ancora concordata con il Comune di Rivarolo e sulla fidejussione non è dato ancora sapere. In buona sostanza, per ottenere il rinnovo dell’autorizzazione promettono di fare quello che avrebbero già dovuto fare da anni ed avendo constatato negli anni l’affidabilità della Società, chiediamo non venga rinnovata l’autorizzazione sin quando non verranno realizzate le promesse. Dopo aver presentato numerose e dettagliate osservazioni alla Città Metropolitana, ARPA, Comune ed ASL-to4 (13/11/2015, 15/02/2016 e 31/05/2016), nel mentre insistiamo a pretendere: trasparenza ed attendibilità dei dati emissivi forniti dal sistema SME in autocontrollo; eliminazione del bypass che permette ai fumi di aggirare i filtri a maniche; utilizzo esclusivo di combustibile certificato come legno vergine. Per ultimo – conclude l’Associazione Non Bruciamoci il Futuro – vogliamo invitare i cittadini a una salutare passeggiata in bicicletta programmata domenica 19 giugno, organizzata dalla nostra Associazione allo scopo di conoscere meglio il nostro territorio agricolo»

pedalata

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