venerdì 7 Maggio 2021

GAVI – Gavi for Arts: tre giorni per parlare di arte, vino, e turismo

GAVI (AL) – Tre giorni da venerdì 27 a domenica 29 maggio nelle colline incantate del Gavi per scoprire la “Denominazione Artistica” del Grande Bianco Piemontese attraverso un evento diffuso in più luoghi significativi del territorio per parlare di arte, vino, e turismo.

L’imponente Forte diventa il palcoscenico della Buona Italia, il Premio Gavi che quest’anno sarà assegnato alla” Filiera della Bellezza” ovvero i migliori progetti che in ambito nazionale associano il mondo del Vino e del Cibo alle Arti e alla Cultura (20 i candidati finali); l’antica fortezza apre le porte a una mostra inedita sulla percezione e la fruizione della Terra con le sculture e le installazioni di artisti; il sito archeologico di Libarna propone conversazioni sulle origini del Vino e un curiosissimo mercato di cibo di strada con ricette dell’antica Roma.

VALORE FORTE, Gavi for arts, è mostre, convegni e degustazioni dedicati a una nuova offerta culturale che risponde alle esigenze del turista – assecondandone desideri e passioni – che vuole investire il proprio tempo libero per conoscere luoghi e culture, vivendo esperienze allo stesso tempo aggreganti, autentiche e formative.

Maurizio Montobbio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi ha spiegato l’originale “Denominazione Artistica” del Gavi DOCG. “Una denominazione di vino non è solo controllata e garantita da punto di vista produttivo ma difende una propria bellezza che si interseca con i beni culturali, l’arte contemporanea, l’archeologia, il terroir e le storie del territorio. L’esempio che propone oggi il Consorzio è una rete di soggetti istituzionali impegnati nella qualificazione del patrimonio agroalimentare e culturale per offrire ai turisti e ai wine lovers nuove chiavi di lettura, di interpretazione e di fruizione dello straordinario patrimonio storico, culturale, archeologico naturale ed enogastronomico di un territorio”.

Francesco Moneta, curatore del Laboratorio Gavi introducendo il Premio Gavi LA BUONA ITALIA alla sua seconda edizione dice ”Come ha recentemente suggerito il Censis, il futuro e il successo delle filiere enogastronomiche italiane stanno anche nella efficace integrazione con le dimensioni culturali e turistiche dei propri territori, tema attuale per le grandi e forse soprattutto per le piccole denominazioni”

Nei territori agricoli e vinicoli d’Italia viene infatti prodotto il 99,5% dei prodotti certificati, il 93% delle Dop e Igp e il 79% dei vini più pregiati.

Il Consorzio tutela del Gavi ha deciso di ampliare la visione del proprio territorio: con il Laboratorio Gavi nel 2014 ha individuato le 7 Regole per la Buona Italia, e con il Premio Gavi LA BUONA ITALIA, alla sua seconda edizione, si mette al servizio della ‘Filiera della Bellezza’ per premiare quest’anno i migliori progetti che in Italia associano il mondo del Vino e del Cibo alle Arti e alla Cultura.

IL PRIMO RAPPORTO NAZIONALE WINE&FOOD&ARTS

Le interconnessioni tra le Arti, la Cultura e il settore Agroalimentare nazionale sono al centro dell’indagine inedita promossa dal Consorzio tutela del Gavi attraverso il Laboratorio Gavi e in collaborazione con il CeSTIT, Centro Studi per il Turismo dell’Università di Bergamo: è il primo rapporto italiano ‘Wine&Food&Arts’. che sarà presentato il 27 maggio al Forte di Gavi, in occasione del workshop di premiazione del Premio Gavi LA BUONA ITALIA.

Gavi e il suo Forte, Libarna, le colline del Cortese: da naturale skyline a cuore pulsante e simbolo della dinamicità di una comunità, sostenuta e valorizzata anche grazie al Consorzio Tutela del Gavi.

PROGRAMMA DI VALORE FORTE – Gavi for Arts*

Venerdì 27

Premio Gavi La Buona Italia

Ore 11.00

Sarà assegnato alla” Filiera della Bellezza” i migliori progetti che in Italia associano il mondo del Vino e del Cibo alle Arti e alla Cultura.

Presentazione del Rapporto Wine & Food & Arts

Le interconnessioni tra le Arti, la Cultura e il settore Agroalimentare nazionale sono al centro di questa indagine inedita promossa dal Consorzio tutela del Gavi attraverso il Laboratorio Gavi e in collaborazione con il CeSTIT, Centro Studi per il Turismo dell’Università di Bergamo

Inaugurazione della mostra In Principio è la terra

Ore 17.00

Esposizione delle opere di giovani artisti che parlano di terra e di rapporto fra natura, uomo e terra.

Sabato 28

Ore 10.30

Archeologia del vino” – Convegno (Forte di Gavi) con Attilio Scienza

Vigne e vini nell’archeologia dell’Italia settentrionale

Ore17.00

“Street Food a Libarna: alle origini del cibo di strada” un percorso di degustazioni di prodotti del territorio i cui ingredienti affondano le proprie origini nell’antichità.

DOMENICA 29 MAGGIO –

Dalle ore 15.30

Forte di Gavi

Alla Corte del Gavi: degustazione di Gavi Docg e delle DOP piemontesi con acquisto del Bicchiere

*può subire ancora modifiche: per informazioni www.consorziogavi.com www.gavi972.it

IL GAVI DOCG

Negli ultimi 10 anni la denominazione  del Gavi DOCG ha assistito ad un costante incremento:
Circa 40% di superficie vitata in più  – da 1076 ettari a 1507
+ 47% di bottiglie prodotte – da 8 a 12.600.000
L’85% circa della produzione è  destinata all’export soprattutto in UK, USA, Russia Giappone dove è  tra i primi vini italiani nella fascia top-premium.

La denominazione del Gavi DOCG compresa negli 11 comuni della provincia di Alessandria di Bosio Capriata d’orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi  Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo si estende su una superficie totale di circa 1500 ettari, conta circa 440 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori, impiega 5000 persone nell’intera filiera per un totale di circa 55 mln di fatturato a distributori (on trade)
Il buon andamento  del mercato nazionale e internazionale ha portato negli ultimi 5 anni ad  una crescita generale della denominazione: in termini di accoglienza turistica, ricettività, valore dei terreni, delle aziende e degli scambi.
“Una crescita che il Consorzio guida attraverso un modello di programmazione che riguarda l’intera filiera e che ha l ‘obiettivo di innovare rispettando la tradizione. Con una particolare attenzione alla biodiversità, elemento determinante per un futuro sostenibile” dice il Presidente del Consorzio Maurizio Montobbio.

Per tutti gli approfondimenti: www.obiettivonews.it

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