domenica 27 Settembre 2020

SPARONE – Crisi IMS di Sparone e Druento–salvi i 220 lavoratori

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SPARONE – Nella tarda serata di ieri 16 maggio 2016, presso l’Unione Industriale di Torino, dopo due mesi di intense trattative è stata siglata una ipotesi di accordo tra FIM e FIOM ed RSU e la MTD del Gruppo Tiberina per la salvaguardia di tutti i 220 lavoratori della IMS di Sparone e Druento dichiarata fallita a marzo dal tribunale di Torino.

Le Organizzazioni Sindacali, dopo l’incontro in Regione Piemonte di fine Marzo che ha invitato le parti a trovare una giusta soluzione, hanno dovuto affrontare con le RSU una serie di condizioni che la MTD ha posto per la sostenibilità industriale delle attività di IMS.

Infatti MTD, che già aveva in corso l’affitto di IMS da giugno 2015, ha valutato che l’attuale situazione economica ed industriale non poteva reggere senza interventi drastici dal punto di vista occupazionale ed economico ed ha dichiarato da subito che un suo impegno a rilevare dal fallimento le attività dovevano essere legati al raggiungimento entro 36 mesi di un equilibrio finanziario, passando attraverso la riduzione di 80/120 posti di lavoro oltre ad un forte ridimensionamento degli accordi retributivi aziendali in essere.

Fino alla fine non è stato scontato il raggiungimento dell’accordo. Infatti FIM e FIOM pretendevano a fronte dei forti sacrifici richiesti ai lavoratori, che vi fosse una garanzia di passaggio di tutti i lavoratori con il mantenimento delle anzianità di servizio ed i diritti contrattuali derivanti, la continuità di tutte le attività sul sito di Sparone ed una ricollocazione certa presso le sedi Tiberina di None e Sparone dei lavoratori di Druento, il cui sito sarà dismesso al termine del 2016 per finita locazione.

Al termine dell’incontro è stata siglata una ipotesi con i seguenti punti principali:

MTD assumerà tutti i 221 attuali lavoratori di IMS attraverso l’acquisto dei rami aziendali dal fallimento e procederà con una richiesta di cassa integrazione straordinaria per almeno 12 mesi per la gestione dell’insaturazione produttiva attuale;

Viene confermato che a Sparone rimarranno le attuali attività e sarà potenziato il reparto costruzione stampi per creare condizioni favorevoli alla ricerca di nuove commesse.

Per Druento, stante l’imminenza della scadenza di affitto del sito, attività e dipendenti saranno trasferiti presso i siti Tiberina di None e Pinerolo.

Ai lavoratori verranno confermate le anzianità di servizio e le tutele precedenti come previsto dall’art. 2112 del codice civile e saranno applicati gli accordi aziendali del gruppo Tiberina che andranno a sostituire i precedenti in essere presso IMS. Sarà comunque garantita quota parte degli accordi retributivi individuali che i lavoratori avevano maturato presso IMS limitando le richieste di azzeramento iniziali.

Ora la parola passerà ai lavoratori che, dopo le assemblee convocate per il dibattito in merito, venerdì 18 maggio si esprimeranno attraverso una consultazione che dovrà validare l’accordo.

Se l’accordo troverà il consenso dei lavoratori, MTD procederà con il Curatore Fallimentare con la proposta di acquisto della IMS e dei 221 lavoratori e successivamente, ne tempi tecnici previsti dalla procedura fallimentare, tutte le parti dovranno formalizzare l’ipotesi e renderla definitiva ed operativa.

Vito Bianchino, segretario FIM-CISL dichiara “ è stata una trattativa complessa, sempre sul filo del rasoio tra conclusione e rottura. La responsabilità era grande, di mezzo ci sono famiglie e territori che dovevamo tutelare, mantenendo il giusto equilibrio tra le richieste aziendali, quelle sindacali e la salvaguardia del lavoro in zone che non ne offrono più…pensiamo unitariamente di esserci riusciti…ora auspichiamo in un forte consenso dei lavoratori che ci consenta di affrontare il processo di riorganizzazione aziendale con grande rappresentatività”

Un mancato accordo avrebbe dato il via libera al gruppo Tiberina di procedere unilateralmente assorbendo dal fallimento solo il personale necessario (quindi 80/120 erano esuberi) alle condizioni retributive minime contrattuali ivi compreso la perdità delle anzianità di servizio….

“non potevamo permetterci una così grave situazione sociale, non potevamo abbandonare all’unilateralità aziendale i lavoratori ed un territorio ed è per questo che abbiamo anche accettato sacrifici sui contratti aziendali mantenendo però l’operatività attuale del sito di Sparone e complessivamente la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori”

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