mercoledì 4 Agosto 2021
mercoledì, Agosto 4, 2021
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ASTI – Detenuto campano da fuoco alla cella in carcere

ASTI – Ha dato fuoco, improvvisamente, alle suppellettili della sua cella nel carcere di Asti, ma per fortuna sono state contenute le conseguenze di questo gesto di follia.

E’ accaduto ieri pomeriggio e a darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Vicente Santilli, segretario regionale SAPPE per il Piemonte aggiunge che “l’autore è un detenuto originario di Caserta di 31 anni, in isolamento e con fine pena 2022 per reati di associazione mafiosa. Davvero inspiegabile il suo gesto, se non riconducibile evidentemente a qualche disagio psichico reale o simulato. Per fortuna, grazie anche al tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari non vi è stata alcuna conseguenza per gli altri detenuti e per gli stessi agenti di Polizia Penitenziaria”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sottolinea che “anche il grave episodio accaduto nel carcere di Asti conferma la costante tensione detentiva che continua a caratterizzare le nostre carceri. Ai disagi ed allo stress operativo per il Personale di Polizia Penitenziaria come conseguenza di costanti e continui eventi critici, le carceri sembrano essere moderni lazzaretti, nei quali almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti: a seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Spesso, è solo la Polizia Penitenziaria, con le sue donne ed i suoi uomini in prima linea 24 ore al giorno, a confrontarsi con questi disagi e con le conseguenze che questi producono”.

“I problemi del carcere sono reali”, conclude Capece “come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti. E nonostante la Polizia Penitenziaria sia carente di 8mila Agenti in organico la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l’assunzione di almeno 800 nuovi Agenti, a partire dall’assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. Manifesteremo anche per questo, il 18 e 19 aprile prossimo davanti al carcere di Roma Rebibbia. Non contro il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che stimiamo, ma per portare l’ira e le urla di rabbia di chi ogni giorno rischia di essere aggredito e ferito perché rappresenta lo Stato nella prima linea delle sezioni detentive, gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. Come dimostra anche quel che è accaduto ieri nel carcere di Asti”.

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