ALESSANDRIA – Mattinata da incubo per il Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di ALESSANDRIA, dove questa mattina un detenuto straniero ha violentemente aggredito un poliziotto penitenziario in servizio.

“Verso le 10 un detenuto comune marocchino ha improvvisamente aggredito un Assistente di Polizia Penitenziario addetto ai controlli nell’Infermeria del carcere colpendolo con calci e pugni. Solamente il tempestivo intervento di altri Agenti di servizio ha impedito il peggio. Sospetto trauma cranico per il poliziotto aggredito, subito inviato in Ospedale per essere sottoposto a TAC”, spiega Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, che esprime “la solidarietà e la vicinanza del SAPPE” al poliziotto ferito ed evidenzia come l’aggressione sia “sintomatica del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

Da Roma, il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece aggiunge: “Le carceri sono

Casa di Reclusione di Alessandria

più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, espellendo i detenuti stranieri.  Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Capece conclude sostenendo che “la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità, altro che le reazioni stizzite delle Camere Penali ai nostri costanti allarmi sulla critica quotidianità delle carceri italiane. Le polemiche strumentali e inutili come le loro non servono a nessuno. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti”, aggiungee il leader del SAPPE.

“Quelli del carcere non sono problemi da nascondere come la polvere sotto gli zerbini , ma criticità reali da risolvere. I numeri dei detenuti in Italia sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni, i ferimenti, i tentati suicidi e purtroppo anche le morti per cause naturali si verificano costantemente, spesso a tutto danno delle condizioni lavorative della Polizia Penitenziaria che in carcere lavora 24 ore al giorno. Con buona pace di talune dichiarazioni corporative che non rappresentano affatto la realtà quotidiana che si vive nelle nostre strutture detentive. E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. Come dimostra quel che è accaduto questa mattina nella Casa circondariale di Alessandria”.

Erano 236 i detenuti presenti nella Casa Circondariale alessandrina “Cantiello e Gaeta” il 29 febbraio scorso: 162 i condannati, 74 gli imputati. 136 gli stranieri ristretti, per una percentuale del 58% dei presenti.

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