SAN GIORGIO CANAVESE – Continuano i controlli dei carabinieri di San Giorgio Canavese per il contrasto della prostituzione sulle strade provinciali 82, 53,54 e 217 che collegano i comuni di San Giorgio Canavese, Montalenghe, Foglizzo, Rivarolo e Caluso.

Anche se con minore assiduità, continua a registrarsi la presenza di prostitute di origine SAN-GIORGIO-PROSTITUZIONEafricana, che cercano di attirare l’attenzione degli automobilisti. La loro presenza si registra soprattutto durante le ore mattutine e pomeridiane.

Nel corso del servizio sono stati controllati una dozzina di veicoli e identificate 20 persone, alcune delle quali sono state perquisite. I militari dell’Arma hanno elevato 7 multe ai sensi delle ordinanze sindacali emesse da alcuni Comuni che hanno deciso di sanzionare, con multe che vanno dai 400 ai 500 euro, la contrattazione di prestazioni sessuali sulle strade. Da gennaio sono state comminate una dozzina di multe per un importo complessivo di 5.800 euro. I multati sono spesso uomini sposati e uomini anziani. La maggior parte di loro proviene dalla vicina Valle d’Aosta e da altre zone limitrofe; solo in minima parte i “clienti” sono canavesani.

Lo scorso febbraio i militari avevano denunciato alla Procura di Ivrea un pensionato torinese per favoreggiamento della prostituzione. Lo stesso era solito accompagnare due prostitute sui luoghi del meretricio. I controlli dei carabinieri della Compagnia di Ivrea continueranno anche nelle prossime settimane.

1 COMMENTO

  1. Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
    Inoltre, basta con quest’illogico reato di favoreggiamento dell’altrui prostituzione (articolo 3 n. 8 Legge 75/1958). Suggerisco di sollevare la questione di legittimità costituzionale della detta branca normativa, poiché tale sembra in contrasto con gli articoli 3 comma primo, 13 comma primo e 17 comma primo della Costituzione Italiana, siccome le leggi devono essere uguali per tutti, la libertà personale è inviolabile ed i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e sen’armi. In più, l’articolo 3 della Convenzione ONU 1949-51 prevede il fatto illecito in esame solo dove lo permette la legislazione nazionale dello Stato che ha ratificato (l’Italia nel 1980) la succitata norma internazionale.

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