LEINI – Il gruppo Alpini di Leinì piange il suo socio più altro in grado, il generale di Corpo d’Armata Mario Parisio, classe 1922, andato avanti il 15 marzo scorso.Mario Parisio (Rid)

«Da tempo viveva a Roma, e negli ultimi anni veniva raramente a Leini – dicono dal gruppo – ma si teneva sempre informato sulle nostre attività. Non mancava mai di telefonare e di scrivere in occasione di feste e ricorrenze, oppure per ringraziare quando gli spedivamo il bollino piuttosto che l’omaggio che consegnavamo ai soci anziani. Se ne vanno con lui un ufficiale ed un alpino esemplari, testimoni e protagonisti della storia d’Italia dalla seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri».

Parisio, nato a Leini (dove sono sepolti il padre e la madre) aveva seguito le orme paterne intraprendendo, all’accademia di Modena, la carriera militare nel 1940. Nominato Sottotenente nel 1942, venne assegnato al 7° Reggimento Alpini, Battaglione Feltre, e inviato in Francia. In seguito all’armistizio, nel 1943, venne internato in Germania, in diversi campi, condividendo la prigionia con il padre e con don Rinaldo Trappo. Rientrato in Italia nel 1945, venne assegnato al battaglione alpini L’Aquila, e l’anno successivo promosso al grado di Tenente. Del 1950 l’esperienza in Somalia con il Corpo di sicurezza: rientrato in Italia, venne assegnato al Battaglione Saluzzo, dove nel 1952 ricevette i gradi di Capitano, proseguendo poi la sua carriera tra Scuola di guerra, Stato maggiore e nuovi prestigiosi incarichi. Nel 1964 comandante del battaglione Bassano col grado di Tenente Colonnello, nel ’68 comandante del 6° Reggimento Alpini, nel ’73 promosso Generale di Brigata e assegnato al comando della leggendaria brigata Alpina Julia. Nel 1979 diventò Generale di Corpo d’Armata, massima carica militare italiana, e nel 1980 Ispettore delle scuole militari e comandante della Scuola di Guerra. Il suo ultimo e prestigioso incarico nel 1982: Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Nel 1985, il congedo.

Ha ricevuto numerose decorazioni, tra le quali 2 Croci di Guerra al merito, il diploma di Volontario della Libertà, la Medaglia d’Oro di Lungo Comando, e molte onorificenze: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica, Commendatore della Legion d’Onore Francese, Gran Croce con Stella al Merito della Repubblica Tedesca. Non ultima per importanza, la Cittadinanza Onoraria del Comune di Leynì, ricevuta nel 1992.

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