INGRIA – Venerdì 18 marzo si è tenuto a Ingria un Consiglio Comunale con molti punti ed ordini del giorno da discutere, quali prime fra tutte le nuove aliquote di tassazione previste per l’anno corrente: la buona notizia per i pochi ma fortunati (almeno sotto questo punto di vista) cittadini ingriesi è che sostanzialmente le tasse rimarranno invariate rispetto all’anno precedente.

Posto infatti che già l’IMU per la prima casa era stata abolita a suo tempo dal Comune di ingria-consiglioIngria (decisione poi ratificata anche per tutto il resto della penisola dal Governo romano), sono state confermate un’aliquota del 7,6×1000 per le seconde case, 0,5 di addizonale IRPEF con la TARI rimasta pressochè invariata (tendenzialmente non ci saranno aumenti per le tasse sull’immondizia, aspetto che è in fase di negoziazione con l’ente Tecnoservice). A livello di costi comunali è da registrare anche il fatto che l’unanimità dei presenti al Consiglio Comunale (consiglieri ed assessori), abbia anche quest’anno rinunciato al pagamento dei gettoni di presenza ai Consigli Comunali, che verranno quindi reinvestiti per servizi alla popolazione, quali per esempio il sostentamento del Turismo, che per quest’anno vedrà sul territorio ingriese l’organizzazione e la gestione di circa una quindicina di eventi.

Durante il Consiglio non si è però solo parlato di aspetti positivi, ma sono stati portati in approvazione tre Ordini del Giorno di presa di posizione del Consiglio riguardanti rispettivamente il contenimento della desertificazione commerciale, la richiesta di un miglior segnale di ricezione televisiva e l’eliminazione del vincolo di pareggio per i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti.

Riguardo il sostegno alle imprese delle zone ad alta marginalità economica come quelle montane, rilevando il fatto che ormai in Piemonte ben 81 Comuni siano sprovvisti di un negozio (Ingria ha comunque un Bar-Ristorante che funge anche da punto informativo-turistico), si è richiesto al Governo, Parlamento e alla Regione di varare una legge che individui sgravi fiscali per chi avvii o gestisca un’attività commerciale nelle aree montane più disagiate: favorire insomma nuovi progetti di sostegno agli esercizi commerciali di prossimità dei piccoli Comuni, come la proposta di legge C65 (già depositata in Parlamento) o la Campagna “Compra in Valle, la Montagna vivrà”, rilanciata recentemente dall’UNCEM.

Per quanto riguarda invece la richiesta dell’eliminazione del vincolo di pareggio, si richiede semplicemente che sia modificata la norma della legge di Stabilità del 2016 che impone di rispettare il pareggio di bilancio anche per i Comuni più piccoli, evitando quindi per quest’ultimi il dissesto finanziario, potendo riutilizzare l’avanzo di Amministrazione: ricordiamo infatti che il passivo statale per quanto riguarda gli enti locali è causato dalle grandi città come Roma prima fra tutte e non certo dai piccoli borghi montani che sono per la loro quasi totalità degli enti virtuosi. Infine il “piccolo parlamento ingriese” ha votato (sempre all’unanimità come del resto anche i due ODG precedenti) una richiesta di un miglior servizio di trasmissione televisiva, soprattutto in vista dell’inserimento del canone RAI sulla bolletta telefonica, considerato che numerosi Sindaci dopo l’introduzione del digitale terrestre abbiano segnalato sempre più crescenti difficoltà a ricevere un segnale chiaro, cosa che ha provocato anche la disdetta del canone di molti utenti; mentre molti altri continuano a pagarlo senza ricevere un servizio di qualità, cosa che nelle aree montane come la Val Soana, fa restare elevato il livello di “digital divide” che ha la sua prima fonte nella difficoltà di ricezione del segnale tv e radio.

Queste le dichiarazioni finali del Sindaco Igor De Santis e del Consigliere Andrea Cane, in rappresentanza di tutto il Consiglio Comunale: “Riteniamo che se da una parte sia necessario diminuire l’evasione, dall’altra debba essere assicurato un adeguato servizio ai nostri cittadini consentendo la ricezione di tutti i canali, in primis di quelli RAI: nel caso ciò non avvenisse, predisporremo a partire da quest’estate un punto informativo che dal sito istituzionale del Comune fino ai nostri uffici, indicherà ai cittadini le modalità precise per effettuare la disdetta del canone nel caso che (vista la poca sensibilità dello Stato nel migliorare il segnale televisivo), questi decidano di non tenere più un apparecchio televisivo all’interno delle proprie mura domestiche, in quanto inutilizzabile”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here