CASTELLAMONTE – Potrebbe tornare in mano all’ex Asa ed essere nuovamente soggetta a bando, la discarica di Vespia.

È quanto è emerso l’altro ieri dalla riunione convocata dal vice Sindaco Giovanni Maddio con Castellamonte incontro Vespiagli abitanti di Campo e Muriaglio e i componenti del Comitato Voce dei Monti Pelati.

Ad Agrigarden resta poco tempo per ottemperare alle richieste avanzate dalla Città Metropolitana, Ato-R e Arpa e riaprire la discarica. L’ultimatum scadrà al 16 marzo.

«Ritengo che non abbiano ben compreso quanto veniva richiesto. – Ha affermato Maddio – La situazione, per come viene gestita è preoccupante.»

Una delle condizioni è l’allacciamento alle fognature.

«Dallo scorso maggio in poi – prosegue il vice Sindaco – non hanno più fatto viaggi di percolato a impianto Castiglione. È andata bene perché per un anno ha piovuto poco. A febbraio è giunta una diffida da parte del Ssettore Bonifiche della Città Metropolitana per l’allontanamento del percolato. emette diffida con richiesta allontana,entro percolato. Agrigarden avrebbe dovuto effettuare una richiesta a Smat per l’allacciamento alla fognatura consortile che va a Feletto. Agrigarden sostiene di averla fatta, ma non esiste alcun documento se non la conferma che ci siano stati alcuni incontri per discuterne. E qua, in ogni Discarica-Vespiacaso, sorge un altro problema: l’impianto di Feletto è in fase di potenziamento, quindi non può ricevere percolato. Allora Smat ha fatto un prezzo inferiore ad Agrigarden per lo smaltimento presso l’impianto di Costiglione.»

E poi c’è la questione del bioreattore: la Città Metropolitana ha chiesto ad Ispra un parere sul fatto che possa considerarsi un pre trattamento al conferimento in discarica.

«Non per ultima la fidejussione. Ato-R, Città Metropolitana e Arpa ha chiesto delucidazioni al riguardo. Agrigarden ne sostiene la validità, ma di fatto non è mai stata consegnata.»

L’azienda ha richiesto la revoca dell’ordinanza circa la sospensione dei lavori. «In seguito ad un sopralluogo effettuato insieme al Geologo Daniele Chiuminatto e ad Arma, ci siamo resi conto che i lavori che si stavano effettuando non rientravano nelle tavole approvate dalla Città Metropolitana. Se loro avessero voluto proseguire avrebbero dovuto chiedere autorizzazione. Agrigarden ha prodotto documentazione cartografica del ripristino stato di fatto.»

Nei giorni scorsi Agrigarden ha mandato richiesta al Comune di rinuncia a parte dell’introito dovuto dal gestore della discarica.

«Ottemperate le richieste – conclude Maddio – e Vespia potrebbe riaprire ma il bacino sarebbe Castellamonte incontro Vespia (2)solo quello di Teknoservice in quanto Scs che ha chiaramente detto che per conferire attende la risposta di Ispra. La discarica si può aprire anche per un solo utente di bacino ma bisogna far quadrare i conti in modo che si riesca, oltre a mantenerla aperta, anche ad accantonare. Nella discarica confluirebbero gli Rsu e gli Rsa, ossia i rifiuti speciali non pericolosi. Agrigarden ha scritto una lettera con la quale chiede la riduzione degli otto euro su tutto, che significherebbe a rinunciare ad oltre 200mila euro.»

Per quanto concerne l’ambiente, la situazione di Vespia non è positiva. I teli poggiati in modo temporaneo, continuano a sollevarsi. Inoltre il gestore non ha più effettuato i controlli richiesti dal piano di caratterizzazione. Le analisi sono state effettuate, quindi, da Arpa, che ha evidenziato superamenti dei parametri.

In conclusione i “giochi” verranno fatti in questo mese: se Vespia non riapre, Ato-R non la inserirà nel piano d’ambito e potrebbe procedere alla revoca, rimettendo Vespia nelle mani dell’ex Asa, ed a disposizione per un nuovo bando.

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