TORINO – Proseguono le visite guidate a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna. Il terzo appuntamento dell’anno è previsto per le ore 10 di sabato 19 marzo nella sede della Città Metropolitana.Cantastorie_Alpignano_2 (Rid)

La visita si concluderà con un’esibizione del gruppo storico “I Cantastorie” di Alpignano. Anche nel 2016 le visite a Palazzo Cisterna si svolgono il terzo sabato di ogni mese, escluso agosto. Gli appuntamenti successivi a quello di marzo sono per il 16 aprile, il 21 maggio, il 18 giugno, il 16 luglio, il 17 settembre, il 15 ottobre, il 19 novembre e il 17 dicembre.

Palazzo Dal Pozzo della Cisterna è comunque sempre aperto ai visitatori su prenotazione telefonica al numero 011-8612644, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 16 e il venerdì dalle 9 alle 13. Per prenotare la visita si può anche inviare una e-mail all’indirizzo urp@cittametropolitana.torino.it. Le visite si effettuano con un minimo di dieci adesioni. Il complesso è anche visitabile sempre su prenotazione, dal lunedì al venerdì il mattino dalle 9,30 alle 13 dalle scuole, nel pomeriggio dalle 14 alle 17 da associazioni e gruppi di cittadini.

Cantastorie_Alpignano_1 (Rid)Come detto, la visita di sabato 19 marzo si concluderà con l’esibizione di un gruppo storico iscritto all’Albo della Città Metropolitana di Torino: “I Cantastorie di Alpignano”. Il gruppo è nato spontaneamente nel 2002, in occasione del Palio dij Cossòt, per animare la serata-spettacolo dell’investitura degli Abà dei Borghi di Alpignano. Del complesso fanno parte diciannove elementi, tra coristi e suonatori di fisarmonica, chitarra, tamburo, tamburello  e altri strumenti della tradizione popolare. Il repertorio comprende brani tipici, in italiano e piemontese, dei cantastorie girovaghi: racconti in musica e parole che fanno parte della cultura della canzone popolare piemontese dall’inizio del  ‘800 al ‘900. Ogni singolo pezzo, eseguito dal vivo, viene presentato brevemente, specificandone anche il contesto storico. Caratteristica è la rappresentazione scenica di alcuni brani, perlopiù burleschi e scherzosi, con la distribuzione al pubblico dei cosidetti “pianetini” riportanti le parole del canto e i numeri fortunati. Il tutto con l’ausilio di 36 quadri, disegnati dai componenti del gruppo, che rappresentano le scene delle canzoni e rendono ancor più accattivante l’interpretazione. I costumi, maschili e femminili, si riferiscono alla fine dell’Ottocento.

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