CASTELLAMONTE – Il Comitato Voce dei Monti Pelati, torna a denunciare la situazione della discarica di Vespia: “I danni alla legalità e alla salute (e alle malconce tasche dei cittadini) provocati dalla discarica di Vespia, che per 27 anni hanno vessato più di 80.000 cittadini Canavesani, stanno varcando i limiti logici delle estreme conseguenze.”

Scrivono così in un comunicato inviato ai media nel quale rimarcano che la “discarica di Vespia discarica-vespiaè oggetto di una procedura di bonifica, che non viene effettuata, il cui completamento è condizione indispensabile per ogni altra attività sul sito. “

E ancora: “Non tutti sanno che la discarica di Vespia, più volte definita dalle amministrazioni come  “un disastro ambientale ancora in atto”, nel migliore dei casi, a bocce ferme, cesserà di rappresentare una preoccupazione tra 30 anni, nel 2046, con la fine del post-mortem del sito (la sua gestione post-operativa). Si argomenterà allora che le generazioni precedenti hanno lasciato un carico irresponsabile su coloro i quali, nati oggi, prenderanno atto di quanto siano stati miopi, poco sensibili e tecnologicamente arretrati i propri avi. E di quanto primitive fossero le Gestioni Integrate Ambientali (“GIA”) di inizio secolo in alcune porzioni male amministrate del territorio europeo.”

Tornando all’oggi, il Comitato afferma che “le priorità di utilità pubblica sul sito sono chiare: Completare la bonifica della discarica, monitorando attentamente il rientro dal rischio ambientale in atto – rischio attualmente completamente fuori controllo e che insiste su tutto il bacino del torrente Malesina; chiudere la discarica non appena possibile (senza effettuare alcun ampliamento, ancorché autorizzato, in quanto ogni ampliamento è subordinato al completamento della bonifica). Le indagini dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente (ARPA) hanno sinora continuato a dare esiti molto preoccupanti; iniziare la fase trentennale di gestione post-mortem.”

Il Comitato, nel comunicato, punta il dito contro l’ente privato proprietario preposto alla gestione della discarica, la Agrigarden Ambiente s.r.l.: “non ancora paga di aver trasformato la bonifica del sito richiesta dall’ARPA in una specie di celebrazione della propria incapacità operativa, con una nota al comune di Castellamonte richiede di remunerare gli oneri di compensazione relativi all’ampliamento della discarica  con un valore di 0,50 Euro ogni quintale di rifiuto conferito, ivi compresi i Rifiuti Speciali e Assimilati. Il comune di Castellamonte ha ritenuto opportuno discutere non solo il merito della richiesta ma anche lo stato di fatto della bonifica con un incontro giovedi 10 marzo alle 17.00 presso la sala consiliare. Sotto il profilo esclusivamente logico, ci troviamo di fronte a una inspiegabile inversione delle priorità da parte di Agrigarden. – Spiega – La discarica giace in stato di complessivo abbandono. La Agrigarden, del tutto inadempiente rispetto ai capitoli più importanti della bonifica e già morosa nei pagamenti di molti fornitori, si è recentemente trovata sulle ginocchia dovendo fronteggiare un po’ di folate di vento che hanno lasciato la discarica senza alcuna copertura e la valle disseminata di residui plastici. Incapace, se non di eliminare, di limitare le periodiche esondazioni di percolato nel Malesina. Inconcludente nel fornire informazioni accurate sulla qualità dell’aria nelle frazioni di Campo e Muriaglio. Ostinatamente renitente nel fornire le garanzie bancarie necessarie alla gestione corrente e nel trentennio successivo, del sito. Garanzie che risultano in difetto dal giorno dell’aggiudicazione, quale unica partecipante, al bando di gara per la gestione della discarica (bando del 27 aprile 2012, gara vinta con un esborso di poco più di 150 mila Euro). In ambiti civili e culturali di medio sviluppo, si potrebbe ritenere giustificabile che Agrigarden, nel rendere conto delle proprie inadempienze che mettono a grave rischio la salute e l’ambiente, convochi riunioni per assicurare la popolazione rispetto alle imprevedibili vicissitudini che le hanno causate. E inoltre spieghino tutte le operazioni già pianificate che renderanno la trentennale gestione post-operativa della discarica priva di rischi e conseguenze per tutti i cittadini interessati. Dimostrino infine che le pratiche e tecnologie utilizzate siano all’avanguardia in ambiti di gestione che presentano rischi così esiziali come quelli della Gestione Integrata Ambientale piemontese. Agrigarden invece no. Ritiene assurdamente prioritario discutere di piani finanziari che, ampiamente già perfezionati, avrebbero dovuto essere a fondamento della sua partecipazione al bando della gestione della discarica. L’utilizzo – conclude il Comitato Voce dei Monti Pelati – così smaccatamente strumentale dell’aumento degli oneri di legge quale unica condizione per l’attivazione degli adempimenti da cui dipendono salute e ambiente non può che lasciarci sgomenti.”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here