CASTELLAMONTE – Il finanziamento ministeriale per la messa in sicurezza della Scuola Media Cresto, non è mai arrivato, tanto che ieri, durante la seduta di Consiglio, è stata approvata la delibera relativa al riconoscimento del debito fuori bilancio.

La questione risale al 2013, quando con il Decreto del Fare, erano stati stanziati fondi per castellamonte-consiglio-1lavori di messa in sicurezza agli edifici scolastici. Sulla base del decreto, la Regione Piemonte aveva emesso il bando e, il Comune di Castellamonte, si era piazzato sesto (su 27) in graduatoria. Secondo il bando, l’affidamento andava effettuato entro il 28 febbraio 2014 e i lavori dovevano essere ultimati entro il 31 dicembre dello stesso anno. Il Comune effettuò l’affidamento il 24 febbraio 2014, con ordinanza sindacale, entro i tempi previsti, invitando tre ditte, e i lavori sono terminati il 29 ottobre dello stesso anno.

I lavori effettuati riguardavano la messa in sicurezza del Scuola (infissi, intonaci…) e, una volta terminati, le classi che erano state temporaneamente spostate al Liceo Faccio, sono rientrate nella struttura.

L’anno successivo il Comune ha dato mandato all’Avvocato Scaparone di verificare e capire perchè il Ministero non provvedeva alla liquidazione prevista dei 500mila euro finanziati. Sempre nel 2015 ci fu anche un incontro con la dirigenza del Miur, che affermò che sarebbe arrivata una griglia dal Ministero, da compilare con l’avanzamento lavori. Dopo diversi solleciti, il Comune ha proceduto con un decreto ingiuntivo. Nel frattempo, un altro decreto ingiuntivo è arrivato dalla ditta, la SC Edil, nei confronti del Comune.

Il Tribunale di Roma ha trasmesso un atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo presentato dal Comune, dichiarando la “nullità ed inefficacia del decreto ingiuntivo per infondatezza della domanda”, e, pertanto, l’impossibiltà a procedere alla “liquidazione del contributo in favore del Comune di Castellamonte”.

Le ragioni che motivano questa decisione sono fondamentalmente tre (come si evince dalla castellamonte-miurcitazione): l’affidamento dei lavori non è avvenuto nel rispetto della norma in evidenza pubblica e non ha assolto agli obblighi informativi; l’illegittimità dell’affidamento, in quanto il Comune avrebbe dovuto precedere o con procedura aperta o con procedura negoziata senza pubblicazione del bando (motivando la scelta in delibera), oltretutto, nell’ordinanza sindacale, la gara è stata definita “informale”. Infine non sono stati ottemperati gli obblighi di rendicontazione.

Il 10 giugno si terrà quindi la prima udienza presso il Tribunale Civile di Roma.

«La cosa assurda è che sul sito del Miur – ha commentato il vice Sindaco Giovanni Maddio – ci sia scritto che il Comune di Castellamonte ha ricevuto i 500mila euro. Quindi o li danno, o lo tolgono.»

Durante la discussione il Segretario Comunale Aldo Maggio, ha precisato che a lui non era stato chiesto alcun parere circa l’ordinanza sindacale emessa per l’affidamento, in quanto non è compito del Segretario avere voce in merito.

«Chiedo che il Comune tuteli i cittadini – ha commentato il Consigliere di opposizione Pasquale Mazza – che paghi chi è colpevole e non sempre i cittadini.»

Nella votazione della delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio hanno espresso voto contrario i consiglieri di opposizione Giuliana Reano e Pasquale Mazza, nonché il Consigliere di maggioranza Roberta Bersano. Astenuto il Consigliere di maggioranza Moreno Mazzaschi.

«La certezza non c’era fin dall’inizio, però arriviamo qua con un debito fuori bilancio – ha affermato Roberta Bersano – di ben 500mila euro.»

«L’urgenza va sempre presa in considerazione nel rispetto delle norme – ha dichiarato Giuliana Reano – Non vedo come si possa sostenere la legittimità di una procedura del genere, non posso approvare questa delibera. Mi auguro che abbiate gli strumenti per contrastare, ma la vedo difficile, in quanto la procedura è stata illegittima.»

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