CUORGNÈ – È stata inaugurata ieri, presso il Palazzo Comunale, “Children’s Story”, la mostra dei disegni dei bambini del ghetto di Terezin, provenienti dal Zidovske Muzeum di Praga,e realizzata in collaborazione con il MEB di Bologna.Cuorgnè - Terezin (11)

L’esposizione resterà aperta fino al 25 marzo. Presenti alla piccola cerimonia inaugurale, il Consigliere Davide Pieruccini (promotore dell’evento), il Sindaco Beppe Pezzetto, il vice Sindaco Sergio Colombatto, l’Assessore Roberto Scotti e Antonio Rinaldis, docente dell’IIS Moro e autore del volume il “Treno della Memoria. Viaggio nel presente di Auschwitz”.

«Abbiamo voluto aprire questa mostra adesso – ha spiegato Pieruccini – perchè la Memoria non deve essere celebrata solo a gennaio, ma tutto l’anno.»

Cuorgnè Terezin (4)Il Sindaco Beppe Pezzetto ha letto uno scritto inviato da Claudia De Benedetti, Presidente  per l’Italia dell’Agenzia Ebraica per Israele: “Questo pomeriggio viene dedicato all’inaugurazione della Mostra dei disegni dei bambini di Terezin.  E’ un’iniziativa importante che merita tutto l’apprezzamento dell’Agenzia Ebraica per Israele che ho l’onore di presiedere.

Sono molto dispiaciuta di non poter essere con voi ma desidero vi giunga il mio pensiero grato unitamente ad un breve approfondimento sul pensiero ebraico.

La cultura ebraica è caratterizzata dall’imperativo categorico zachor, ricorda.

Cuorgnè - Terezin (15)Il verbo zachar, nelle sue varie forme, ricorre nella Bibbia ben 222 volte e, nella maggior parte dei casi, ha per soggetto Israele o Dio. Il concetto di ricordare trova il suo complemento e completamento nel verbo opposto: dimenticare.  Al popolo ebraico viene ingiunto di ricordare e al tempo stesso di non dimenticare.  La Toràh – il Pentateuco – nel versetto del Deuteronomio, 32; 7, ci sprona ripetutamente a ricordare e a non dimenticare: nelle ultime parole di congedo, Mosè raccomanda al popolo: “Ricorda i tempi antichi, cerca di comprendere gli anni trascorsi, interroga tuo padre e ti racconterà, i tuoi anziani e te lo diranno….”.

Cuorgnè - Terezin (9)Sul muro di una cantina di Colonia, dove alcuni ebrei si nascosero prima di essere inghiottiti dall’immane tragedia della Shoà, è stata trovata una scritta che così può essere tradotta:“credo nel sole, anche quando non splende; credo nell’amore, anche quando non lo sento, credo in Dio, anche quando tace”, queste parole resteranno per sempre un seme di speranza di cui i disegni dei bambini di Terezinoggi in mostra sono l’ideale prosecuzione. A voi tutti va il mio più sincero Shalom e ancora grazie per la vostra presenza.”

Infine, a prendere la parola, è stato Antonio Rinaldis, il quale ha sottolineato Cuorgnè Terezinl’importanza dell’attenzione che dovremmo porre sui segnali del presente, che purtroppo non fanno presagire nulla di buono: discriminazione, mura che vengono erette, intolleranza nei confronti degli immigrati.

«Non possiamo condannare ciò che è stato e non renderci conto di ciò che sta accadendo.»

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