LOMBARDORE – Sul progetto “Food and energy hub”, presentato dall’Amministrazione di Lombardore nelle scorse settimane, dice la sua anche l’ultimo sodalizio nato sul territorio.

Quel “Club della riserva della Vauda” nato proprio, come dice il nome, per operare su quella food-and-energyporzione di territorio interessata, almeno in parte, dal progetto. «In molti – commenta il vice presidente del sodalizio, Ezio Lorenzetti – ci chiedono cosa pensiamo della presentazione fatta dal sindaco di Lombardore su un progetto di economia verde, siamo d’accordo con l’Accademia della Crusca per un ritorno all’italiano, che dovrebbe svilupparsi nella Vauda di Lombardore, sia fuori che all’interno della Riserva. Non siamo in grado di rispondere perché di tale progetto non abbiamo nessuna informazione diretta, se non quanto pubblicato sui giornali locali. Iniziamo con il dire che siamo comunque contenti che l’Amministrazione lombardorese pensi ad uno sviluppo legato all’economia verde ed al territorio.Certo, al momento abbiamo più interrogativi che risposte da dare. Non si comprende bene, per esempio, cosa possano essere i cicli produttivi agroalimentari ed energetici ed ancor meno cosa possa significare metterli in rete e in più, su vasta scala. E poi gli scarti da fare confluire presso impianti energetici… Di cosa parliamo? Quali ricadute ambientali sul territorio? La rete viaria sarà all’altezza? E se no, quale aumento del traffico potrà essere sopportato senza conseguenze negative per le nostre comunità e per la biodiversità presente nella Riserva? Che tipo d’industria di trasformazione dal prodotto agricolo al prodotto commerciale si vorrebbe realizzare? Agricoltura sperimentale in che senso? Aree agricole su quelle già esistenti o si vorrebbe trasformare altro terreno che oggi è comunque pregiato in quanto Riserva, in terreno agricolo? Forse ci creiamo troppi problemi, magari possiamo sembrare prevenuti ma di certo c’è che il vizio di cercare di fare le cose all’insaputa delle Comunità è sempre ben presente.

È giusto ricercare progettualità che permettano uno sviluppo sostenibile ed armonico con il territorio, ed è per questo che ogni progetto, ogni idea, deve essere condivisa con le persone, con le associazioni, con le Riserva, la comunità dell’ente Parco, con la Regione. Attenzione però: non basta condividere bisogna anche concordare. Per ora non possiamo dire di più: aspettiamo di esprimere la nostra opinione e non solo i nostri dubbi».

 

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