CULTURA – Nel sito del Roccerè la più antica testimonianza dell’osservazione di una stella variabile e la rappresentazione su roccia della costellazione di Perseo.

Foto Isoardi
Foto Isoardi

Il sito archeologico del Roccerè, che è annoverato tra i più importanti luoghi europei di arte rupestre dell’età del bronzo, si trova ai piedi della Valle Maira, a Roccabruna, in provincia di Cuneo.

In questo luogo sono state individuate oltre 20.000 coppelle (fori emisferici praticati artificialmente nella roccia) in un’area molto ridotta.

Oltre alla grande importanza archeologica, l’area va considerata sotto l’aspetto astronomico.

Per questo motivo, nel 2015 è stata organizzata una campagna di misure da parte dell’Associazione Ricerche e Studi di Archeoastronomia Valdostana.

Innanzitutto va detto che, sopra una caratteristica roccia disposta in posizione dominante, chiamata Masso Altare, è stata incisa una profonda e lunga scanalatura rettilinea che termina con una coppella, di forma inconsueta, e che molto probabilmente rappresenta una vulva. L’allineamento determinato da questa coppella particolare e dalla spaccatura nella roccia individua il punto in cui sorge il Sole negli equinozi.

Fig 1 la costellazione di Perseo e le coppelle del Roccerè (Rid)Bisogna ricordare come molti calendari delle popolazioni antiche stabilissero l’inizio dell’anno proprio in corrispondenza dell’equinozio di primavera, soprattutto in considerazione del fatto che in quel periodo la natura sembrava rinascere; conseguentemente veniva spontaneo fissare la ripartenza del ciclo annuale in corrispondenza di quel momento.

Quindi il sito del Roccerè svolgeva la funzione di osservatorio astronomico, finalizzato all’aspetto calendariale, ed era dedicato agli equinozi.

Un altro aspetto molto interessante rappresenta le coppelle: gli archeologi si sono interrogati e confrontati a lungo circa le funzioni che esse potessero svolgere. Presumibilmente, le coppelle erano legate ad aspetti rituali e religiosi.

Uno studio di chi scrive ha mostrato che, in molti casi, le coppelle possono rappresentare delle costellazioni. Pur non essendo assolutamente ipotizzabile che questo fosse il loro unico utilizzo, e forse neanche il più diffuso, si può però mostrare come, in numerosi casi, il profilo indicato dalle coppelle riproduca in modo evidente la forma di alcune caratteristiche costellazioni.

Coppelle di questo tipo si trovano in diverse aree archeologiche d’Europa e, in particolare, nell’arco alpino.

Dal punto di vista astronomico, l’oggetto più straordinario presente nel sito del Roccerè è un gruppo di numerose e importanti coppelle che sono state scavate in modo da rappresentare un’evidente figura antropomorfa.fig 3 Il masso altare (Rid)

La loro articolata disposizione riproduce con sorprendente precisione il profilo della costellazione di Perseo.

Il numero elevato di coppelle, unito alle loro posizioni caratteristiche, sembra non voler lasciare dubbi circa la volontarietà degli autori di rappresentare la grande costellazione, dedicata, successivamente, al mitico eroe greco.

Bisogna inoltre aggiungere un aspetto del tutto peculiare. Fra le stelle di Perseo, un astro, in particolare, presenta delle caratteristiche del tutto originali. Si tratta della stella Algol, una binaria a eclisse, cioè un sistema doppio di stelle che, ruotando, si occultano a vicenda. In questo modo la luce che giunge alla Terra risulta variare. Questo fenomeno, che avviene ogni due giorni, 20 ore e 49 minuti, dura 10 ore circa.

Il fenomeno delle stelle variabili è oggi ben noto e spiegato, ma tale non era nell’antichità. Il fatto che una stella variasse la sua luminosità non poteva che essere motivo di meraviglia e stupore. Algol, inoltre, cambia luminosità in modo netto: quando si trova al massimo è la seconda stella della costellazione per luminosità, mentre al minimo, pur rimanendo visibile a occhio nudo, appare come una debole stellina.

La rilevanza della stella variabile è evidente e la stella Algol è chiaramente riconoscibile sulla pietra

Il Roccerè potrebbe quindi detenere un record assoluto: quello di rappresentare il sito più antico nel quale si può ipotizzare che l’uomo abbia osservato e rappresentato una stella variabile.

Anche se sono ancora in corso diverse ricerche da parte dell’autore, in collaborazione con il gruppo locale degli Amici del Roccerè, il sito si candida a diventare uno dei siti archeoastronomici europei maggiormente rilevanti, assumendo, contemporaneamente, funzioni astronomiche, calendariali e rituali.

Guido Cossard

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