CANAVESE – Lo scorso 21 dicembre ATo3 ha adottato l’aggiornamento del Piano d’ambito che prevede, dal 2016 al 2033, investimenti infrastrutturali nel territorio della Città metropolitana di Torino per 1.534 milioni di euro.

In disaccordo il Movimento 5 Stelle che lo definisce inadeguato e da ritirare. ATO3
Ecco il comunicato integrale dei gruppi consiliari Città Metropolitana, del Movimento 5Stelle:

“Abbiamo esaminato i documenti relativi al nuovo piano riscontrando gravi criticità sia nel merito dell’iter, che ha portato alla sua adozione, sia nel merito dei contenuti e delle carenze riscontrate nel documento in oggetto; Pertanto chiediamo ad ATO3 di ritirarlo al fine di rielaborarlo nel rispetto delle prescrizioni di legge e della trasparenza.

La legislazione regionale in vigore stabilisce procedure e tempistiche a cui attenersi per l’approvazione del Piano che, a nostro parere, non sono state rispettate dall’Autorità d’Ambito dell’ATO3, in particolare per quanto riguarda:

Piano d'Ambito 2016-2033
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– la procedura di VAS (valutazione ambientale strategica) che non è stata realizzata prima dell’adozione del PdA precludendo in tal modo la possibilità di supportare, come previsto, il processo di pianificazione e programmazione del piano stesso.

– l’iter di approvazione ,durante il quale, non è stato possibile sottoporre all’attenzione dei Rappresentanti delle Aree omogenee in Conferenza d’Ambito il Rapporto ambientale che è parte integrante del Piano.

– l’adozione del Piano avviene a sei anni di distanza dall’ultimo aggiornamento senza dare giustificazione alcuna del mancato rispetto del Decreto Ministero Lavori Pubblici 1° agosto 1996 art. 8 che prescrive aggiornamenti triennali del Piano d’Ambito.

Il Piano si presenta privo di dati fondamentali per la valutazione dello stato delle risorse idriche e per la corretta ed attenta programmazione degli interventi futuri. Mancano presupposti certi a supporto delle previsioni in esso contenute nel piano e delle motivazioni che giustificano gli interventi programmati da SMAT.

Inoltre il Piano prevede investimenti, in grandi opere, onerosi per le finanze di SMAT che, infatti, oggi intende finanziarli con l’emissione di obbligazioni per 100 o 150 milioni di euro.

Operazioni che rischiano di compromettere il bilancio di SMAT e che si prestano a future speculazioni, che auspichiamo i Comuni di SMAT vogliano convintamente bloccare.

Tali gravi criticità ci portano a chiederVi di ritirare il documento in questione per avviare con i Comuni un rapporto più democratico, costruttivo ed efficace allo scopo di elaborare un Piano d’Ambito che permetta l’erogazione del Sistema Idrico Integrato in condizioni di trasparenza, efficacia ed economicità a tutela del servizio, delle risorse idriche e dell’ambiente, che abbia come obiettivo prioritario, nella gestione del Sistema Idrico Integrato, il risparmio idrico per preservare le fonti e salvaguardare questa risorsa vitale per noi e per le generazioni future.”

 

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