CANAVESE – A partire dal 1° febbraio sarà operativo il progetto di distribuzione diretta dei farmaci a favore degli ospiti delle Strutture residenziali per anziani non autosufficienti presenti sul territorio dell’ASL, in applicazione della normativa di settore nazionale e regionale. Il progetto è rivolto sia agli ospiti in regime di convenzione con l’Azienda sia agli ospiti in regime privato.

Data la conformazione geofisica dell’ASL TO4 e dell’elevato numero di strutture residenziali per anziani-2anziani non autosufficienti presenti sul territorio di riferimento, l’Azienda – in una prima fase di sperimentazione che terminerà il 30 settembre – garantirà la fornitura diretta dei farmaci a dieci Strutture capofila, distribuite su tutti i Distretti aziendali: la Residenza Nuovo Baulino di Caselle, Casa Mia di Borgaro Torinese, La Giaccona di Castagneto Po, la Residenza Anni Azzurri di Volpiano, la Casa di Riposo di Azeglio, la Residenza di Tina di Vestignè, la Casa di Riposo Tappero di Agliè, la Casa di Riposo Umberto I di Cuorgnè, l’Ospedale Vernetti di Locana e l’Ente Parrocchia San Giovanni di Bosconero.

Sulla base dei risparmi di spesa conseguiti nella fase sperimentale e della complessiva funzionalità del sistema, la distribuzione diretta dei farmaci da parte dell’ASL potrà diventare di gestione ordinaria ed essere estesa alle altre strutture residenziali esistenti sul territorio dell’Azienda.

“Questo progetto – commenta il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor Lorenzo Ardissone  –  potrà essere una prima iniziativa all’interno di un percorso più ampio di creazione di una rete di sinergie tra l’Azienda e le Strutture pubbliche e private per anziani non autosufficienti presenti sul territorio. A questo fine, ho proposto un tavolo di lavoro permanente tra l’ASL e le Strutture interessate dalla sperimentazione. L’obiettivo è quello di agire a favore dei cittadini ospiti di queste ultime, anche rendendo uniformi attività e procedure, e di realizzare contemporaneamente, se possibile, risparmi di spesa. Il tavolo di lavoro congiunto potrebbe anche diventare uno strumento di relazione con la Regione, dato l’elevato numero di residenze presenti e la diversità del territorio”.

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