Foto d'archivio

ALBA (CN) – Un nuovo drammatico evento vede il carcere di Alba al centro delle cronache. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che parla di “tragedia sfiorata”.vigili-del-fuoco

“Questa mattina, verso le 7.30, un Agente di Polizia Penitenziaria che doveva prendere servizio in carcere, mentre raggiungeva il secondo piano della Caserma per cambiarsi, ha trovato il corridoio pieno di fumo nero e ha sentito un forte boato provenire da una delle camere presenti nel corridoio”, spiega il Segretario Regionale SAPPE del Piemonte Vicente Santilli. “Subito il poliziotto ha dato l’allarme i colleghi che erano presenti ed ha allertato i Vigili del fuoco. Nel frattempo, sfondava a calci la porta della stanza da cui proveniva il fumo, venendo investito da una densa nube nera. Sono accorsi tutti i colleghi liberi ed è stata evitata una possibile tragedia. Per fortuna, la tempestività di intervento nel gestire l’evento, specie dell’Agente che si è accorto di tutto, ha permesso di evitare più gravi conseguenze”.

“Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari”, aggiunge da Roma il segretario generale SAPPE Donato Capece. “Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Alba a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.

In mattinata è giunta al SAPPE e agli altri Sindacati la convocazione dell’Amministrazione Penitenziaria di Torino per discutere, martedì 12 gennaio prossimo, le gravo criticità della Casa di reclusione di Alba, al centro delle cronache per alcuni casi di legionella tra i detenuti del carcere.

“Una situazione”, conclude Capece, “sintomatica del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

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