mercoledì 27 Gennaio 2021

CASTELLAMONTE – I luoghi della quiete

CASTELLAMONTE – Stessa età, stessa passione, due percorsi differenti. Sono Eugenio Guarini e Miro Gianola, che esporranno in un progetto comune denominato “ I luoghi della quiete”, dal 16 gennaio al 17 febbraio, presso il Centro Congressi Martinetti.

“Ho conosciuto Miro Gianola un po’ da vicino da pochi anni. – Afferma Eugenio Guarini – L’ho intervistato per la Gazzetta del Canavese nell’ambito di un servizio sugli artisti di Castellamonte, ceramisti e pittori. Allora, come adesso, sono curiosissimo di entrare nell’animo degli artisti e mettere in luce il loro processo creativo. Più che il curriculum per me è importante il loro approccio alla vita e all’arte. Ho trovato in Miro una sensibilità vivissima e profonda, soprattutto per la natura. La sua casa è tonificata dai colori dei suoi quadri, dentro, e, fuori, nel giardino, da piante che lui ha interrato e visto crescere, oltre che dai suoi pitoci e affreschi vari. Ed è, in qualche modo, un mondo a sé, dovere regna la quiete, la condizione per la contemplazione e la meditazione. In quel periodo anch’io stavo riscoprendo l’importanza della vicinanza della natura per l’equilibrio e l’ecologia della mente. Forse da questa considerazione è nato il titolo che abbiamo scelto per la mostra che abbiamo deciso di condividere insieme, con il patrocinio del Comune di Castellamonte: I luoghi della quiete.”

E aggiunge: “Abbiamo la stessa età. Abbiamo vissuto le stesse vicende storiche, anche se in luoghi diversi, condividiamo la passione per la pittura. I nostri itinerari sono tuttavia diversissimi. Lui ha seguito l’itinerario regolare, si è fatto le ossa in cinquant’anni di attività, raggiungendo traguardi importanti. Io sono un outsider e un autodidatta. Dipingo da 18 anni, dopo averne impiegati 30 a insegnare Filosofia nei Licei. Forse anche sul senso della quiete abbiamo prospettive diverse: per Miro è il luogo ideale della vita contemplativa, possibilmente separato dal trambusto della vita moderna e dalle sue brutture. Per me, la quiete è il momento in cui ci si ricarica, si mettono in ordine le cose, ci si prepara ad affrontare le sfide eccitanti della modernità. Le opere su I luoghi della quiete che ognuno di noi ha raccolto – conclude Guarini – forse dicono meglio delle parole questo diverso significato. Abbiamo pensato che fosse un arricchimento esporle condividendo lo stesso spazio. E ci auguriamo che il pubblico possa goderne.”

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