ALESSANDRIA – Nel corso di accertamenti finalizzati alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, i Finanzieri della Compagnia di Alessandria hanno scoperto un’ingente frode fiscale operata attraverso fatture per operazioni inesistenti.GDF

L’indagine ha avuto ad oggetto due imprese, risultate evasori totali dall’anno 2009, facenti capo ad una famiglia residente nella provincia di Alessandria, da decenni attiva nel settore del disboscamento e del commercio all’ingrosso del legname.

Malgrado la totale assenza della documentazione contabile e delle dichiarazioni fiscali, con l’ausilio delle indagini finanziarie sono stati rilevati consistenti flussi di denaro sui conti correnti analizzati, segno dell’ingente operatività delle aziende verificate i cui ricavi, abilmente occultati, sono stati fatti transitare sui conti correnti di familiari, formalmente esclusi dalla compagine societaria.

Nel corso delle investigazioni sono state monitorate tutte le operazioni attive riconducibili ai soggetti ispezionati e, proprio in tale contesto, individuate anomale fatturazioni, caratterizzate da causali generiche, cui spesso corrispondevano pagamenti inesistenti o parziali, effettuati in contanti e per cifre elevate.

Dai successivi controlli è, così, emersa sia la ricorrente fatturazione nei confronti di alcune imprese, operanti nel settore agricolo e del noleggio di mezzi agricoli, sia l’inesistenza di tali operazioni commerciali, riferite a diverse tipologie di lavori (pulizia fossati, bonifica e spianamento terreni, disboscamenti, demolizioni, ecc.).

Al termine dell’ispezione è emersa una consistente frode, attuata mediante l’emissione di fatture false per oltre 600.000 euro, poi utilizzate da tre soggetti economici, con sede nell’alessandrino e nel novese, per ottenere illeciti risparmi di imposta.

Complessivamente, le Fiamme Gialle hanno constatato elementi positivi di reddito non dichiarati per oltre 2,5 milioni di euro ed un’IVA dovuta per oltre 600.000 euro.

I due titolari delle imprese verificate sono stati deferiti alla locale A.G. per diversi reati di natura tributaria.

Gli atti sono stati trasmessi alla competente Agenzia delle Entrate per il recupero dei tributi evasi e l’irrogazione delle sanzioni.

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