martedì 20 Ottobre 2020

CASTELLAMONTE – Rifiuti: I cittadini di strada del Ghiaro scrivono alla Città Metropolitana

CASTELLAMONTE – In seguito alla richiesta di autorizzazione dell’impianto di recupero rifiuti avanzato da Teknoservice, torna a far sentire la propria voce il comitato spontaneo di cittadini di Strada del Ghiaro a Castellamonte.

La richiesta di autorizzazione avanzata da Teknoservice, riguarda la possibilità di poter nuovamente, come già faceva Asa un tempo, recuperare il materiale riciclabile dagli ingombranti. Operazione che verrebbe fatta presso l’ecocentro di Castellamonte, secondo parametri di tempo e quantitativi prestabiliti, e per la quale è stata convocata una conferenza istruttoria per il 3 ottobre.

Il gruppo di cittadini ha inviato, alla Città Metropolitana, una lettera al riguardo, contenente osservazioni, che si spingono aldilà dell’autorizzazione, abbracciando anche la raccolta e smaltimento degli altri rifiuti, e, in particolare, il fatto che l’ecocentro si trovi in una zona abitata della città.

Pubblichiamo integralmente la missiva:

“Con riferimento alla domanda di autorizzazione unica per impianto di recupero rifiuti ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. presentata dalla TEKNOSERVICE Srl i sottoscritti, quali portatori di interessi privati presentano le seguenti osservazioni inerenti il progetto in oggetto.

Premesso che si ribadisce come la situazione gestionale dell’area in questione non presenti più oggi, grazie all’impegno della TEKNOSERVICE Srl, buona parte di quelle “indegne” criticità che invece caratterizzarono, in particolare dal 2006 al 2013, la gestione della stessa da parte del Consorzio A.S.A., si ritiene opportuno tornare a evidenziare che:

– l’area in questione, che ospita una piattaforma logistica e di trattamento rifiuti al servizio di oltre 50 comuni e 80 mila abitanti, risulta comunque e sempre ubicata a stretto ridosso del concentrico cittadino di Castellamonte, situazione per la quale è sufficiente visionare il piano regolatore generale comunale e le evidenze fotografiche aeree che si allegano per averne oggettiva comprova; tale area risulta in particolare addossata a zone esclusivamente residenziali (attraverso cui

tra l’altro transita tutto il traffico veicolare, tecnico e non, collegato all’uso della piattaforma), mediamente popolate e costruite ben prima del 1999, anno di realizzazione dell’allora sede del Consorzio A.S.A. ora sede e di proprietà TEKNOSERVICE Srl

– per la suddetta area non è mai stata effettuata una oggettiva valutazione sulla compatibilità urbanistica, ambientale e territoriale (si ricorda tra l’altro che tale area, oltre a quanto già evidenziato al precedente punto circa la vicinanza all’abitato cittadino, risulta essere posta all’interno di un ambito vincolato ex art. 142 D. Lgs. 42/04 – come sempre rilevabile dal piano regolatore generale comunale, vincolo sul quale con l’occasione si chiedono ufficialmente lumi e

chiarimenti non avendone mai avuti dall’Amministrazione Comunale – ed essere circondata in parte da corsi d’acqua, Rio San Pietro e Canale di Caluso, già oggetto in passato di esondazioni in loco)

– seppur TEKNOSERVICE Srl abbia adottato sin dal suo insediamento buone pratiche gestionali dell’area e della logistica su di essa gravitante, le vie di accesso alla piattaforma (che attraversano le zone residenziali in questione) risultano talvolta oggetto di dispersione dai mezzi operativi (involontaria ma purtroppo presente) di rifiuti, in particolare plastica e carta, con chiaro degrado dell’ambiente urbano circostante, e quotidianamente (salvo la domenica) di attraversamento

piuttosto frequente degli stessi mezzi operativi in uscita ed entrata dalla suddetta area

– gli stabili residenziali facenti parte delle suddette zone risultano (come potrà anche sicuramente emergere dalla perizia tecnica di parte in via di approntamento) oggetto di significativa svalutazione del loro valore immobiliare per il solo fatto che a breve distanza è presente la piattaforma in questione (indipendentemente da come è gestita l’area), situazione per la quale i proprietari si riservano adottare le azioni che saranno ritenute più opportune (comprese quelle legali e anche

eventualmente in forma collettiva) rispetto alla difesa del valore del proprio patrimonio privato

– proprio nell’ottica delle gravi problematiche legate alla malsana nonché indecente e fallimentare precedente gestione dell’area in questione da parte del Consorzio A.S.A. (ente pubblico che si ricorda, tra l’altro, aver lasciato debiti multi milionari sulle spalle della collettività e situazioni vergognose nella gestione di alcune discariche locali) sarebbe stato auspicabile che:

  1.  l’Amministrazione Comunale avesse aperto un confronto con la popolazione residente sulle autorizzazioni in richiesta e sulle correlate conseguenze, ancor prima di aver espletato, con mero piglio burocratico, gli obblighi di pubblicità collettiva mediante pubblicazione in Albo Pretorio della lettera di convocazione della Conferenza istruttoria da parte della Città Metropolitana.
  2. nell’occasione della ri-assegnazione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti a seguito del fallimento del Consorzio ASA si fosse risolto alla radice il problema in questione individuando sin da subito un’area più idonea ad accogliere la tipologia di attività svolta, riqualificando al contempo l’area di Via del Ghiaro Inferiore.

Ci permettiamo pertanto, in conclusione, proporre quanto segue:

  • Indipendentemente dall’esito dell’iter di valutazione della richiesta avanzata da Teknoservice Srl, procedere quanto prima alla convocazione di un primo tavolo (eventualmente prodromo a una specifica conferenza dei servizi) volto a identificare, anche insieme alla Teknoservice srk stessa, un serio progetto di futura riqualificazione e vera valorizzazione dell’area in questione (anche utilizzando strumenti finanziari comunitari e facendo ovviamente parte integrante del progetto la Teknoservice che riuslta ad oggi, per le modalità, piuttosto discutibili, di assegnazione dell’area stessa adottate in sede di bando nel 2013, portatrice di interessi privati al pari peraltro di quelli che muovono l’inoltro di queste osservazioni), delocalizzando al contempo le attività in essa svolte in zona più idonea (zona esclusivamente industriale)
  • trasferire, nel frattempo, sulla piattaforma oggi in disuso ubicata in territorio di Rivarolo Canavese presso la discarica consortile e in aperta campagna, tutte quelle attività più potenzialmente moleste e riferibili al trattamento ed alla gestione di quella parte di rifiuti quali ad esempio vetro, latta, indifferenziato e organico.”
Original Marines
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