IVREA – Riceviamo dal Consigliere Comunale di Viviamo Ivrea, Francesco Comotto e pubblichiamo integralmente:

“Spesso nei nostri interventi in Consiglio Comunale, articoli, post sui social network chiediamo alla nostra amministrazione di fare un salto di qualità cicmettendo davanti ad ogni altra cosa la verità e la trasparenza.
E’ un auspicio che ripetiamo ormai come un mantra, ma che pare non avere effetto alcuno in chi oggi governa la città. L’ultima trovata in questo assolato fine luglio è quello di convocare un Consiglio Comunale urgente perchè il CIC, società partecipata in liquidazione, pare abbia trovato un acquirente. Il che potrebbe anche essere una bella notizia, ma i termini della questione non sono né chiari, né certi.
Senza entrare, per ora, nel merito della questione: perchè questa fretta? E perchè fare un passaggio in Consiglio Comunale quando il liquidatore aveva un mandato pieno dell’assemblea per vendere? Noi consiglieri comunali dobbiamo tutelare al massimo livello, trattandosi di una società pubblica, i lavoratori e, nel contempo, le casse comunali che vengono alimentate con i soldi dei cittadini, che con un’imposizione fiscale a livelli ormai abnormi, sono sempre meno.
Per fare questo dovremmo quanto meno avere del materiale a disposizione per poter prendere delle decisioni ponderate. Ecco che appena convocata, il 24, la conferenza dei capigruppo per il 27 luglio, come al solito senza documentazione, richiediamo immediatamente il materiale necessario per poter capire di cosa si tratta. Nello specifico chiediamo tutti i documenti, atti, verbali, bandi, esiti di gara perfezionatisi dopo la messa in liquidazione del CIC. Non ci viene inviato nulla.
In sede di conferenza reiteriamo la richiesta e ci vengono consegnate una bozza di convenzione, con i maggiori soci di CIC (i piccoli soci, alla faccia della democrazia che ispirò la nascita del Consorzio, non vengono nemmeno coinvolti), che poi verrà sostanzialmente cambiata, e una bozza di delibera che ricalca la convenzione per cui anch’essa con degli errori che vengono liquidati con un po’ troppa leggerezza solamente “letterali”.
Poniamo una serie di domande alle quali vengono date risposte evasive, alcune fuorvianti e ci viene promesso che il giorno seguente arriverà dell’altro materiale. Qualcosa arriva, ma non quanto basterebbe a prendere una decisione che tratta della futura sorte di oltre cento lavoratori. Chiediamo se i lavoratori e i sindacati sono stati resi partecipi della vicenda e ci viene detto di sì, mentre scopriremo nei giorni seguenti che non era vero. Chiediamo di vedere il bilancio del CIC al 31 maggio redatto dal liquidatore e la proiezione di bilancio al 30 settembre che il liquidatore deve fare approvare dall’assemblea dei soci del 3 agosto (dopo il Consiglio?!?), ma non ci viene dato nulla.
Ci sono poi tutta una serie di questioni irrisolte che non elenchiamo qui per questioni di spazio, ma che possiamo ovviamente fornire. Questo è il comportamento della Pubblica Amministrazione che gli elettori si aspettano? Queste sono condizioni normali con le quali un Consiglio Comunale, che mai viene interpellato su questioni anche rilevanti, può lavorare con responsabilità e senso civico? E’ legittimo un Consiglio Comunale convocato senza documentazione o con documentazione modificata, anche nella sostanza, senza un ulteriore passaggio nella conferenza dei capigruppo? Perchè una società pubblica non è stata in grado di reggersi in piedi (noi qualche idea ce l’abbiamo), producendo un debito di oltre 3 milioni di euro, mentre oggi ne subentra una privata che alle stesse condizioni di know how, personale, commesse, locali di lavoro può addirittura fare business?
La fretta è sempre una cattiva consigliera. Abbiamo chiesto e lo faremo fino all’ultimo al Sindaco di ripensarci e di prendere tempo per non lasciare nulla al caso. Se necessario un Consiglio Comunale si può anche fare ad agosto, ma forzare la mano oggi sarebbe veramente inconcepibile.”

Francesco Comotto – consigliere comunale di Viviamo Ivrea

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