CASTELLAMONTE – Si potrebbe sbagliare nelle interpretazioni, però è un dato di fatto che a Castellamonte le notizie possono essere reperite esclusivamente dai giornali locali, che per chissà quale arcana questione hanno l’accesso alla “lavoro dei nostri amministratori”.Bilancio

Il cittadino no quello no, non può farlo, vuoi per difficoltà procedurale che per la situazione della macchina amministrativa comunale, poco trasparente e poco avvezza a produrre documenti leggibili e confrontabili per le persone poco abituate a documenti contabili.

E se l’unica possibile soluzione per cercare di capire l’andamento amministrativo del nostro comune, potrebbe essere l’assemblea consigliare, questa possibilità viene negata a priori, vuoi per le scarse occasioni che vengono date al cittadino di confrontarsi con l’amministratore mediante la convocazione di consigli aperti e partecipativi, vuoi per la particolare calendarizzazione dei Consigli Comunali.

E allora il cittadino, si metta pure il cuore in pace e accetti supinamente le decisioni che vengono calate dall’alto, come se fossero editti insindacabili, sperando in ultimo che ne azzecchino almeno una.

E veniamo alla questione dei soldi dei nostri soldi, si perché tutto quello che spendiamo, sono possibili solo ed esclusivamente perché è il risultato del pagamento delle tasse delle nostre tasse.

Come molti dei comuni italiani, anche il Comune di Castellamonte, in questo periodo è alle prese con l’approvazione del bilancio previsionale 2015.

Il Comune di Castellamonte, è un comune in cui le quantità economiche di entra e uscita si aggirano intorno ai 16 ml. di euro, e come si dice in questi casi “euro più euro meno”, ma va da se che noi siamo abituati alla scarsa considerazione delle regole, da parte dei nostri amministratori.

Alla lettura del Bilancio, la prima cosa che salta gli occhi è la sicurezza che noi siamo un comune povero, anni fa non era così, certo lo Stato Centrale con i pochi trasferimenti di capitali, Il patto di stabilità, la crisi incessante, ….. ma i nostri amministratori?

Loro si ci hanno messo del loro, programmazione inesistente, scelte poco oculate e generalmente sbagliate, spese per mostrarsi anziché spese necessarie, processi che più che risolvere le problematiche dei cittadini, hanno impegnato le risorse comunali con risultati irrilevanti e poco performanti.

Appare evidente che i nostri Amministratori non afferrino le esigenze del territorio, non riescono a distinguere le necessità primarie dei cittadini, non comprendano i messaggi che gli abitanti giornalmente evidenziano.

Un bilancio lacrime e sangue, sai che novità, è da diversi anni che ci si nasconde dietro uno stelo d’erba adducendo a presunte colpe altrui, ma è evidente che la capacità di gestire le poche risorse è virtù di pochi, ma sicuramente non di questi amministratori.

Un Bilancio 2015, quello di Castellamonte, che non annuncia novità eclatanti, ma poche e concise novità che sicuramente non evidenzia le problematiche del territorio e della popolazione o quantomeno non traccia una linea che porti ad un miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Anzi è evidente che ci sarà un ulteriore carico di tasse sulla testa degli abitanti di Castellamonte, un carico di balzelli già eccessivo sia sul privato cittadino, che soprattutto, sulle attività commerciali e artigianali presenti sul territorio.

La previsione di aumentare l’aliquota irpef comunale, precisiamo, non è imposta dallo stato centrale, ma è esclusivamente una scelta degli amministratori locali, che non trovando alcuna soluzione alternativa aumentano tasse e imposizioni per far “quadrare il bilancio”.

E allora ben venga, se si è previsto di intervenire sulle strade dissestate di Sant’Anna Boschi, sui servizi cimiteriali, sui servizi uffici comunali, tuttavia pare oggettivamente non preminenti interventi quali quella dell’area Fitness di Sant’Anna Boschi e delle Fermate Autobus di Sant’Anna Boschi.

E allora pazienza se i soldi per la messa in sicurezza delle scuole, dello scaricatore della stazione (proprietà comunale?), dell’ex ospedale, della palestra di Piazza della Repubblica, ecc… ecc… non sono disponibili, pazienza c’è ne faremo una ragione, sperando in una gestione più oculata nel prossimo futuro.

Certamente non chiediamo impegni sui trattati di Kyoto, sulle emissioni di gas serra o tanto meno sui cambiamenti climatici, ma almeno un certo impegno sul sistema idrografico delle Rogge, almeno quello, ha creato troppi danni in passato.

Certamente non chiediamo al singolo Aamministratore di ridursi ulteriormente il proprio compenso di carica, ma su circa 100.000 € di costo annuale della parte politica, qualche piccolo sacrificio parrebbe possibile.

L’esempio è il miglior modo per chiedere ad altri un sacrificio.

E alla fine della storia, avvisi permettendo, aspetteremo con ansia la prossima Delibera degli Equilibri di Bilancio con la certificazione dei debiti fuori Bilancio, che se del caso daranno il colpo finale alla nostra amata cittadina.

Paolo Recco

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