CALUSO – “C’è solo un capitano…” dice uno degli inni più cantati negli stadi.

E’ stato così anche nei cuori dei tifosi rossoblu negli ultimi tre anni, da quando quel giocatore con la maglia numero 7 con la banda gialla al braccio correva inarrestabile sulla fascia per orizzontioltre 90 minuti.
Andrea Gianetto ha dato l’addio al calcio giocato ma resta un punto di riferimento importantissimo per la società Orizzonti United, al quale è legato da sempre:

“Sì, da Capitano a preparatore atletico…è una scelta ponderata ma consapevole, sono convinto della decisione che ho preso. Certo, la nostalgia del terreno di gioco l’ho messa in preventivo ma era una cosa che volevo fare, che avrei voluto iniziare a fare e quando a fine stagione mi sono preso del tempo per ponderare e riflettere sul mio futuro calcistico ho deciso di propormi alla società in questo nuovo ruolo, che è stato accolto con entusiasmo.
E’ un’opportunità da cogliere al volo perché le condizioni sono ideali: sono a casa, nel mio ambiente, e continuerò a lavorare con i compagni con cui ho condiviso le ultime avventure, calciatori che nel frattempo sono diventati amici e che quindi sono in grado di supportarmi e aiutarmi nel lavoro.
Inoltre, mi piace molto poter fare da tramite tra i giocatori e lo staff, mi interessa molto l’aspetto gestionale oltre all’idea di dare consigli ai giovani, vista l’esperienza che ho acquisito in questi anni.”

“Durante tutti questi anni – prosegue – per me è stato fondamentale anche e soprattutto curare l’aspetto relazionale con i compagni, perchè io ho sempre interpretato il calcio come un hobby e non come un lavoro. Il calcio è divertimento e mantenere buoni rapporti sta alla base della mia visione della vita e di questo sport. La conseguenza diretta è che mi rimangono tanti amici nel calcio, non tanti ex compagni ma tanti amici. Ed è molto bello, – conclude Gianetto – è una cosa che mi porto dentro e sono davvero contento.”

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