Foto di ANTONIO CHIARENZA Giornalista e Fotoreporter

TORINO -L’accademia delle Belle Arti di Torino, presenta dal 1 al 26 luglio, la prima edizione del Festival Internazionale delle Scuole d’arte e di Design. Il tema di questa rassegna dal sapore giovanile e futuristico è il “senso del corpo”.

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Sessantacinque Accademie e Scuole d’Arte e di Design di tutto il mondo hanno aderito all’appello dei promotori subalpini. In queste giornate saranno presenti giovani di Brasile, Cina, Cipro, Egitto, Finlandia, Francia, Giordania, Grecia, India, Lituania, Perù, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Turchia e di tante altre nazioni che popoleranno il centro di Torino in queste settimane. Il “centro” di questa manifestazione di esplosione artistica giovanile è l’Accademia e Pinacoteca Albertina. In questa sede sono presenti mostre di pittura, scultura, fotografia. L’accoglienza del pubblico sarà garantita dallo spettacolare scalone dell’edificio restaurato sotto l’attuale direzione, di Fiorenzo Alfieri, che porterà il visitatore all’interno del salone d’onore della Pinacoteca (che deve ancora essere imbiancato e sistemato). In queste settimane è possibile vederlo inserito nel circuito del Festival perché il guizzo intuitivo di Ugo Li Puma ha permesso di addolcire le difficoltà dello “scorrere del tempo”.

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La soluzione applicata al salone, dal designer, è stata di tipo minimalista, con un richiamo simbolista poiché la volta è costituita da lenzuola bianche “sospese ed intrecciate”. La mostra allestita in Pinacoteca, per l’occasione, è all’insegna della innovazione, formazione e internazionalità. La giovane creatività contemporanea presente nel mondo è racchiusa da cornici speciali realizzate in cartone da Ugo Li Puma, noto designer torinese e inguaribile sperimentatore. La mano di questo scenografo è inconfondibile perché la sua lavorazione artigianale trasforma il cartone in arte povera, con forme essenziali e non invasive nel contesto delle giovani leve artistiche. Un lungo viaggio verso il futuro, tra le sale della Pinacoteca. Si passa dai modelli (presenti in più opere) al corpo fluido di Monica Renzi, dagli animali (fonti di istinto e comportamenti emblematici) al richiamo di Vitruvio.

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Un allestimento semplice che si calza in modo leggiadro con la tridimensionalità giocata tra le luci a led e le levigature del materiale studiate dall’ l’eclettismo di un designer contemporaneo, quale è Ugo Li Puma. Un allestimento semplice, originale e dinamico. Un giovane nell’animo e nell’arte, un inguaribile sperimentatore che prende per mano il visitatore in questo viaggio che può portare il visitatore ad un messaggio contenuto nel titolo criptico di una opera presente in Pinacoteca: “Lunga vita al Re”. Infatti l’installazione di Sofia Bteibet alimenta una dimensione filosofica, perché la corona è una persona o un interesse che trascinano le folle, in alcuni casi possono portare al disastro (come insegna la storia) ma in altre situazioni innalzano e arricchiscono l’animo.

Quindi il nostro Re è l’arte delle giovani generazioni del mondo presenti a Torino, simbolo di una città che scommette sull’estro giovanile in tutte le sue forme. “Lunga vita al Re, Lunga vita al viaggio verso il futuro!”.

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